L’AQUILA – Bianco risveglio anche per gli abitanti di San Gregorio, una delle frazioni più colpite dal terremoto di tre anni fa.
La neve caduta in abbondanza ha reso ancora più netto il contrasto tra il centro storico del paese, abbandonato e deserto, e la parte ancora popolata, quella dei Map (Moduli abitativi provvisori) e delle case popolari.
Mentre, infatti, nel cuore del paese la neve ha reso l’atmosfera ancora più surreale, ovattando l’aria dei vicoli spopolati, nelle zone ancora abitate c’è rumore e fermento. E soprattutto la politica del ”fai-da-te”.
Qui le persone, infatti, si sono messe subito all’opera: armate di pale o, per i meno equipaggiati, di scopettoni, hanno cercato innanzitutto di liberare il viottolo davanti casa, creando un varco.
“Prima che venga il gelo dobbiamo cercare di togliere il più possibile la neve, altrimenti rimaniamo bloccati totalmente”, spiega un signore.
Anche il parroco del paese si è armato di pala per creare un passaggio fuori la chiesa per i fedeli che vogliono andare a sentire la messa del pomeriggio.
C’è chi pensa poi a togliere i blocchi di neve dai cornicioni e chi a liberare le proprie macchine, diventate enormi palle di neve grazie ai circa 80 centrimetri di coltre bianca caduti.
Inizia comunque a serpeggiare la preoccupazione per l’evolvere della situazione. “Se inizia a nevicare di nuovo, e tanto – dice qualcuno – qui rimaniamo bloccati. E come facciamo ad andare a lavoro lunedì?”.
Qualcuno polemizza sull’inefficienza dei mezzi spazzaneve: “Sulla strada statale 17 qualche mezzo è passato, nelle stradine interne, invece, neanche uno!”.
I più felici di questa nevicata storica sono sicuramente i bambini, che non hanno perso tempo per realizzare gallerie di ghiaccio o giocare a palle di neve. (e.m.)






