L’AQUILA – Scene di rabbia e proteste ieri al progetto C.a.s.e. di Camarda, frazione aquilana ai piedi del Gran Sasso. Una new town con un panorama mozzafiato ma che in questi giorni di nevicate, bufere e freddo polare è letteralmente paralizzata. Come molti altri degli insediamenti nati dopo il sisma del 6 aprile.
La mini sommossa è scoppiata quando un mezzo spartineve ha liberato dalla neve il tratto di strada sino alla piazzetta dell’agglomerato dove è presente la fermata dell’autobus, tralasciando i restanti i 4-500 metri che conducono alle cinque piastre dove risiedono decine di famiglie.
I cittadini, fuori degli alloggi per spalare e liberare le automobili da quasi un metro di neve, hanno chiesto al conducente dello spartineve di “tirare” con il mezzo fino alla fine della salita, per liberare almeno la carreggiata centrale della strada dal momento che tutte le rampe d’accesso agli alloggi erano letteralmente bloccate.
“Non si può, non è di competenza della Provincia”. Da quanto appreso, infatti, l’ingresso agli alloggi è di competenza comunale, mentre la parte restante della via che conduce al progetto C.a.s.e. di Camarda è di competenza provinciale.
Un conflitto di competenze, legittimo dal punto di vista burocratico (“se graffio una macchina in una zona in cui non dovrei essere rischio di essere licenziato o denunciato” ha detto il conducente dello spazzaneve), ma che ai cittadini è risultato incomprensibile in quel momento di emergenza, con un metro di neve che ricopriva tetti e strade e che li teneva “imprigionati” in casa.
Eclatanti le proteste dei residenti che hanno cercato di far cambiare idea all’operatore; un cittadino si è addirittura sdraiato davanti al mezzo per evitare che cambiasse direzione e tornasse indietro sulla Ss 117, un altro ha minacciato di chiamare i carabinieri.
Momenti di altissima tensione alla fine dei quali ha prevalso il buon senso: il mezzo spartineve ha pulito i pochi metri restanti ed è tornato al suo lavoro. (g.a.)






