PESCARA – È stata approvata oggi a maggioranza dal Consiglio regionale, la risoluzione di Acerbo-Saia che prevede il raggiungimento dell’equilibrio di bilancio strutturale.

Ne dà notizia il presidente della regione, Gianni Chiodi, il quale ha dichiarato che “in considerazione della particolare delicatezza e fragilità dei malati con patologie rare, ove spesso i farmaci di fascia C costituiscono l’unica cura possibile, mi impegno come commissario ad acta a dare mandato ai servizi competenti per predisporre uno specifico provvedimento, da sottoporre a validazione preventiva del tavolo ministeriale, che consenta l’accesso senza oneri ai pazienti affetti da malattie rare, i cui trattamenti con farmaci di fascia C siano essenziali ed insostituibili”.

 “La Regione Abruzzo fino all’anno 2010, considerando la particolare fragilità dei pazienti in questione, aveva erogato tramite le Asl tutti i farmaci finalizzati alla cura della patologia, secondo quanto prescritto dai centri autorizzati ed inseriti nel registro nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità, anche se talvolta i piani terapeutici redatti dai predetti centri prevedevano prestazioni o farmaci non riconducibili ai Lea”, afferma Chiodi.

“All’atto della verifica degli adempimenti Lea dell’anno 2008 – chiarisce il commissario – veniva riscontrato dal comitato competente l’erogazione da parte della Regione di farmaci di fascia C a malati affetti da malattie rare, espressamente riconosciuti dal predetto comitato come Lea aggiuntivi e il ministero della Salute invitava la regione ad adottare un atto formale con il quale venisse disposta la sospensione dei farmaci di fascia C a tali soggetti”.

“La Regione – continua Chiodi – al fine di sanare il giudizio di inadempienza del tavolo Lea, con mia delibera commissariale del marzo 2010, ottemperava a quanto disposto dal comitato stesso, ma allo stesso tempo nella legge regionale n. 38/2010, individuava un finanziamento regionale per l’erogazione gratuita di farmaci di fascia C per pazienti affetti da malattie rare, con oneri a carico del bilancio regionale e non del fondo sanitario”.

La Regione Abruzzo, quindi, secondo Chiodi, pur avendo istituito uno specifico capitolo di spesa e stanziato annualmente una somma pari a 200 mila euro, alla luce delle impugnative relative alla cure attraverso il metodo Doman, considerato un Lea aggiuntivo come la fornitura di servizi sanitari per le malattie rare, non ha potuto disciplinare le modalità per avere accesso ai citati fondi per Lea aggiuntivi.

“Ora – conclude – considerando che il risanamento dei conti è strutturale, ritengo che sia una questione di umanità garantire ai pazienti affetti da malattie rare la fornitura periodica e regolare di prestazioni, servizi, materiali e farmaci”.

“Sono soddisfatto perché c’è l’impegno di tutte le forze politiche a difendere, nei confronti del Governo nazionale e del Tavolo di monitoraggio, gli atti da adottare per la piena erogazione dei servizi sanitari ai pazienti affetti da malattie rare”.

ACERBO: “FINALMENTE APPROVATA LA RISOLUZIONE”

“Il Consiglio regionale ha approvato oggi all’unanimità la risoluzione proposta da Rifondazione comunista sulla questione dell’erogazione dei farmaci di fascia c ai pazienti affetti dalle malattie rare”.

Lo scrive il consigliere di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo.

LA NOTA COMPLETA

L’Abruzzo è forse l’unica regione in cui tale categoria di pazienti non ha diritto all’erogazione gratuita di tali farmaci nonostante dal 2010 sia stato previsto con legge regionale uno stanziamento annuale di 200.000 euro.

La norma è rimasta finora inattuata perché si è ritenuto che non si potesse procedere essendo l’Abruzzo una regione sottoposta a piano di rientro.

Riteniamo ingiustificato che il tavolo di monitoraggio e il governo non consentano alla Regione la destinazione di proprie risorse, non a carico del Servizio sanitario nazionale, mentre altre regioni commissariate e sottoposte a piano di rientro comunque sono state autorizzate dal Ministero a erogare gratuitamente i farmaci di fascia c a questi pazienti (per esempio la Campania).

Nella risoluzione abbiamo ricordato che la Corte di Cassazione in numerose sentenze ha affermato che il ”principio della economicità non può escludere la generale esenzione alla compartecipazione alla spesa ove il farmaco risulti indispensabile e insostituibile per il trattamento di gravi condizioni o sindromi che esigono terapie di lunga durata”.

Non è accettabile che dei pazienti risultino discriminati perché vivono in una Regione soggetta a piano di rientro!

Prendiamo atto positivamente del fatto che il presidente Chiodi intervenendo ha annunciato di voler finalmente (meglio tardi che mai!) predisporre il decreto in qualità di commissario alla sanità.

Auspichiamo che l’attuazione della risoluzione proceda rapidamente e che al più presto il decreto del commissario arrivi sul tavolo del ministero. Sollecitiamo anche i parlamentari abruzzesi a fare la propria parte sollecitando il governo a non bloccare un’iniziativa che nulla ha a che fare con gli sprechi della sanità.