L’AQUILA – Quindici anni senza Mario Magnotta.

Il 4 gennaio 2009, a tarda sera, all’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila si spegneva il 67enne ex bidello dell’Istituto tecnico commerciale “Luigi Rendina”, reso celebre grazie a una serie di geniali scherzi telefonici ai suoi danni realizzati negli anni ’80 e ’90 da due ex alunni della scuola in cui lavorava, Maurizio Videtta e Antonello De Dominicis, poi titolari di quello che sarebbe diventato uno dei più famosi ristoranti d’Abruzzo, “Le Antiche Mura”.

Considerato il “primo fenomeno virale” della storia quando neppure c’era internet – gli scherzi telefonici con le sue performance a suon di spettacolari svarioni linguistici e clamorose bestemmie passavano di stereo in stereo su musicassetta, poi cd e infine sul web – Magnotta, che ha addirittura ispirato il personaggio principale di un fumetto abruzzese, continua ad essere celebrato in lungo e in largo sui social, dove le pagine a lui intitolate si sprecano, in radio e in tv anche da personaggi famosi come Simone Cristicchi (che ha sempre in mente uno spettacolo teatrale), Dario Vergassola, Frankie hi-nrg mc, Dario Bianchi detto “Zoro” e molti altri.

E mentre spuntano altre perle audio, come il Magnotta “politologo” e la versione in inglese della leggendaria telefonata n.4 “della lavatrice”, in pentola, dalle parti di Roma, da un po’ di tempo bolle un progetto di documentario de dedicare al “bidello più famoso d’Italia”.

Che se n’è andato tre mesi prima del terremoto che ha distrutto la sua amata L’Aquila – lui che, nato in Liguria nel 1942, aquilano vero lo è diventato da orfano di guerra a pochi anni di età.

E che da lassù attende di veder ricostruita la casa nel quartiere Torrione, dove è accaduto tutto ciò che lo ha reso un personaggio tra i più amati di un “sottobosco” emerso in superficie, e magari di sorridere per una piazza o una strada a lui dedicata. (r.s.)