ROMA – “Ingiustificabile” cancellare l’abuso d’ufficio. Intercettazioni vietate alla stampa? “La norma crea solo tensione col mondo dell’informazione”. Stop all’Appello del pm? “Fortissimi i dubbi di incostituzionalità”. È netta – in una intervista a “Repubblica” – la bocciatura del presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Santalucia, del progetto di legge del ministro Carlo Nordio.
In questo testo vengono toccati i reati contro la pubblica amministrazione, con la cancellazione del reato di abuso d’ufficio, considerato afflittivo nella fase delle indagini per le ombre sull’immagine degli amministratori ma scarsamente incisivo visto l’approdo in dibattimento avviene in un numero molto limitato di casi (nel 2021, ci sono stati solo 18 casi di condanna dopo il dibattimento di primo grado).
Quello di traffico di influenze illecite, invece, viene circoscritto e la pena minima aumentata a un anno e sei mesi: le relazioni tra pubblico funzionario dovranno essere esistenti e non solo millantate e l’utilità da ricevere dovrà essere economica e non di qualsiasi altro tipo, come favori o benefici non in denaro. Il testo introduce limitazioni alle intercettazioni. Non ne vengono toccati il numero o i presupposti, ma se ne limita la pubblicazione solo ai contenuti intercettati “riprodotti dal giudice nella motivazione di un provvedimento o utilizzato nel corso del dibattimento”.
Spiega Santalucia: “Non è una riforma di ampio respiro e contiene modifiche che meritano una ferma critica. Come abbiamo già detto in Parlamento, il primo appunto riguarda aver eliminato l’abuso d’ufficio. Rispetto al testo attuale che risale al 2020 e che ha già impedito al giudice penale di sindacare l’attività discrezionale amministrativa, l’abrogazione del reato crea un vuoto di tutela penale ingiustificabile. Già questo è sufficiente per consegnare una critica che poi potrà essere più articolata, come abbiamo già fatto alla Camera sui ddl già presentati”.
Per Nordio è un reato con sole 18 condanne nel 2021: “Il numero basso prova proprio che dopo la riscrittura l’area del reato era già ristretta. Ma la condotta va punita, perché esprime un disvalore che non pub lasciare indifferente il giudice penale”.
Il presidente lo considera un reato ‘spia’ per aggredire la corruzione: “Certamente sì, lo dicono colleghi qualificatissimi sul piano delle indagini. Non ascoltare il loro parere tecnico mi sembra una scelta poco avveduta”.
Il ministro proibisce ai giornalisti di pubblicare le intercettazioni che non sono citate negli atti dei giudici: “Sì, vedo che viene introdotto un nuovo limite alla loro pubblicazione. Confesso però, per com’è scritta la norma, che non riesco a comprenderne pienamente il contenuto. Non capisco cosa significhi quell’utilizzo nel corso del dibattimento’, quando i risultati delle intercettazioni sono già stati considerati rilevanti in quei giudizi”. “Non v’è dubbio – aggiunge – che la norma crea un’ulteriore tensione sul diritto all’informazione”. Con il ddl Nordio, i pm non potranno più trascrivere le citazioni di una terza persona finita in una telefonata: “Mi pare una norma inutile, già presente nel sistema. Nella relazione al ddl l’ipotesi viene esclusa perché è fatta salva la rilevanza probatoria di una conversazione”, ha concluso Santalucia.





