TREVISO – Lutto nel rugby trevigiano e non, dopo la tragica morte di Piermassimiliano Dotto, ex giocatore, colpito da un infarto a 42 anni.
Dotto era molto conosciuto a Treviso, sia per i suoi trascorsi sportivi, che per la sua fama da “re della movida”.
Uno sforzo evidentemente troppo grande, un affaticamento fatale: queste le cause. A cedere il cuore che già qualche settimana fa, stando a quanto raccontato da un amico, gli aveva forse dato qualche avvisaglia: un leggero malore durante una triangolare di calcio disputato per beneficenza lo aveva costretto a lasciare il campo.
Un segnale sottovalutato per uno sportivo dal fisico d’acciaio, indistruttibile, determinato come era Piero.
La tragedia si è consumata ieri pomeriggio poco dopo le 16.50. È a quell’ora che ai centralini del 118 viene dato l’allarme: a chiamare sono alcuni passanti e avventori dell’osteria “Ester Muri” che accorrono quando vedono il 42enne riverso a terra.
L’ambulanza arriva sul posto e i paramedici fanno di tutto per rianimare Piero Dotto. Non c’è nulla da fare: il suo corpo, stroncato da un arresto cardiocircolatorio, giace immobile sull’asfalto.
Sul posto giungono anche i carabinieri della stazione di Volpago che hanno il delicato compito di avvertire i famigliari più vicini all’ex rugbista.
La sua salma è stata poco dopo trasportata all’ospedale di Montebelluna.
La procura valuterà l’ipotesi di eseguire l’autopsia per fugare ogni dubbio sulla tragica fine.
La notizia, intanto, attraverso il tam tam della rete internet, si diffonde a macchia d’olio, soprattutto tra gli appassionati di rugby.
Dotto in passato aveva militato nel Casale e nel Benetton.
Aveva fondato il locale “Bulli e Pupe” oltre al “The players” con Ivan Francescato, anche lui morto tragicamente sempre per problemi cardiaci.



