ROMA – Resta agli arresti domiciliari Luigi Lusi, l’ex tesoriere della Margherita accusato di appropriazione indebita.

Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Roma ha respinto l’istanza dei difensori, tesa alla revoca della misura cautelare.

Il senatore si trova attualmente ai domiciliari presso il monastero di Santa Maria dei Bisognosi in Abruzzo.

Se Lusi dovesse essere rinviato a giudizio entro il 20 dicembre, non potrà tornare libero perché non scatterà la scadenza dei termini.

LA MOGLIE CHIEDE IL PATTEGGIAMENTO

Ha chiesto di patteggiare la pena a un anno di reclusione Giovanna Petricone, moglie dell’ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, imputata assieme al marito nell’ambito dell’inchiesta sull’ammanco di oltre 23 milioni di euro dalle casse del partito.

La richiesta è stata formalizzata oggi davanti al giudice dell’udienza preliminare Maria Bonaventura con l’assenso della procura.
 
Il giudice scioglierà la riserva in merito al patteggiamento nell’udienza fissata per lunedì prossimo.

La moglie di Lusi è accusata del reato di associazione per delinquere.

Oltre a un anno di reclusione, ha chiesto di patteggiare anche la sospensione della pena.

Il gup Maria Bonaventura nell’udienza di oggi ha inoltre ammesso, come parti civili nel procedimento, sia Francesco Rutelli che la Margherita.

L’ex tesoriere della Margherita oltre che di associazione per delinquere finalizzata all’appropriazione indebita deve rispondere anche di calunnia nei confronti dello stesso Rutelli.

Il gup ha respinto due eccezioni presentate dai difensori di Lusi, gli avvocati Luca Petrucci e Renato Archidiacono, in merito a un presunto errore di notifica del provvedimento di chiusura indagine e per la costituzione di parte civile da parte della Margherita.