ROSCIANO – Un lungo applauso, lacrime e il pianto dirotto di parenti e amici ha accolto il feretro di Thomas Christopher Luciani, la bara coperta da fiori chiari, nella chiesa dell’Assunzione della B. V. Maria di Rosciano, in provincia di Pescara, dove c’è stato l’ultimo saluto al 17enne accoltellato mortalmente domenica scorsa nel parco Robert Baden Powell di Pescara.
Presenti diverse centinaia di persone, la maggior parte all’esterno della chiesa gremita.
Tra i presenti alle esequie anche don Antonio Coluccia, il prete coraggio di San Basilio di Roma che vive sotto scorta: “La vita è il più grande dono, non ha pezzi di ricambio. Chi ha ucciso questo ragazzo? Siamo tutti responsabili. La vostra vita non è all’asta. Innamoratevi della vostra libertà”, le sue parole.
Alla cerimonia funebre presenti, fra gli altri, il presidente della Regione Marco Marsilio, il prefetto di Pescara Flavio Ferdani, il Questore di Pescara Carlo Solìmene, il sindaco di Rosciano Simone Palozzo. Presenti tanti amici di Thomas in lacrime e con una maglietta in ricordo del loro amico.
La funzione è stata celebrata da Tommaso Valentinetti, arcivescovo metropolita di Pescara-Penne, e dal parroco don Mario Spadaccini.
A Rosciano e a Pescara oggi è lutto cittadino.
“Sarai sempre parte di me. Non potrò mai dimenticare il tuo sorriso. Ti amo”, si legge sulla maglia della fidanzatina di Thomas, arrivata in lacrime nella chiesa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria.
Sotto le note della canzone di Ultimo “Rondini al guinzaglio” sono stati lanciati in aria palloncini bianchi e rossi prima di un lungo e interminabile applauso che ha accompagnato l’ultimo viaggio di Thomas.
“Spero che la Tua assenza possa essere di monito ai tanti giovani qui presenti, che siano loro a cambiare questo mondo marcio e renderlo un posto migliore. Desidero che comprendano l’importanza della famiglia e di quanto essa sia sempre un posto sicuro. Un luogo dove poter essere fragili, parlare delle proprie paure e delle proprie insicurezze; crescere e prepararsi alle asperità della vita”, ha detto la nonna di Thomas, Olga, in un messaggio letto nel corso
del funerale.
Così l’arcivescovo della Diocesi di Pescara-Penne Monsignor Tommaso Valentinetti, nell’omelia: “Mi sono capitati nella mia vita funerali difficili. I sette bambini scomparsi nel terremoto di San Giuliano di Puglia, ma anche questo funerale per me è molto difficile perché mi sono fatto un esame di coscienza. La
responsabilità di un atto così violento, la responsabilità di una morte così precoce, 17 anni poco meno, chi se la porta addosso? Sicuramente voi direte che chi ha compiuto i gesti che non doveva compiere ma credo che sia il momento in cui dobbiamo riflettere su una assunzione di responsabilità. Se avvengono
questi fatti, se i ragazzi diventano ragazzi incontrollabili, io credo che ci sia una dimensione di responsabilità che tutti indistintamente dobbiamo assumerci. Non è il caso di puntarci il dito uno contro l’altro pensando che la responsabilità sia solo di una realtà, solo di una persona, solo di una situazione”.
“L’assunzione di responsabilità è da parte di tutti noi: delle istituzioni, della scuola, delle famiglie, della chiesa, di tutti. Occorre un sussulto di responsabilità perché queste cose non sono giustificabili. Queste cose non sono comprensibili. Un sussulto di verità, un sussulto che fa cadere le armi dalle mani dei violenti, che fa cadere la nuova lebbra, che sta attanagliando la gioventù, la droga. Siamo qui per pregare per Christopher perché il signore lo accolga tra le sue braccia per chiudere quelle ferite martoriate dalle coltellate. Siamo a pregare anche per chi ha inferto quelle coltellate perché si ravveda e comprenda e capisca”.





