L’AQUILA – Hanno 67 e 69 anni le ultime vittime del gioco d’azzardo che si sono rivolte al Sert dell’Aquila, la provincia che già gode del triste primato nazionale per numero di slot machine per abitante (una ogni 83), in una regione dove, tra il 2015 e il 2016, è raddoppiatto il numero di utenti assistiti dai Servizi per le dipendenze (Serd) delle Asl, passati da 105 a 210, stando ai dati forniti dall’ufficio Salute mentale e dipendenze patologiche della Regione Abruzzo.
Il drammatico dato anagrafico fa il paio con l’incremento del numero di giocatori, dovuto alla diffusione di applicazioni per smartphone, tablet e pc, che se da un lato ha fatto registrare un calo dell’utilizzo delle sale da gioco, che appaiono ormai obsolete e sempre più deserte, dall’altro ha aumentato il rischio di cadere nella tentazione.
Anche secondo il Codacons, il repentino cambiamento non farà altro che aumentare il rischio di dipendenza da gioco: la facilità con cui è ora possibile scommettere online porterà senza dubbio a un’impennata nell’affluenza ai siti web, con conseguente aggravio della già difficile situazione legata alle scommesse online.
Cambia anche l’identikit del giocatore, visto che alla Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, per esempio, recentemente si sono rivolti pazienti appartenenti a fasce d’età in precedenza assenti.
Nel 2015, rispetto all’anno precedente, il caleidoscopio di luci e suoni delle slot machine ha risucchiato nel vortice dell’azzardo persone tra 45 e 54 anni (4 nuovi casi), una fascia anagrafica finora sconosciuta alle statistiche ufficiali del Sert di Collemaggio, diretto da Daniela Spaziani.
E per la prima volta, dal Servizio per le dipendenze patologiche, sono stati presi in cura ragazzi di 21 anni e uno della fascia d’eta tra i 25 e i 29. Tra i pazienti, in generale, c’è larga prevalenza di sesso maschile, visto che le 16 persone assistite nel corso del 2016, solo uno era donna. Nel 2015, tra nuovi ingressi e utenti già noti, il Sert ha trattato complessivamente 36 pazienti.
“Due anni fa – ha spiegato la Spaziani – il gratta e vinci era più frequente mentre, nel 2015, le dipendenze si sono spostate decisamente sulle slot machine. Nel novero del gioco d’azzardo, naturalmente, vanno ricomprese le scommesse on line sullo sport, calcio e cavalli in particolare. Per combattere al meglio queste patologie, all’Aquila abbiamo il centro diurno del Sert, in via Avezzano, area Strinella, che tratta gruppi di 10-12 utenti, con periodico e costante ricambio, che vengono aiutate dallo psicologo e che si sostengono reciprocamente confrontando le rispettive esperienze”.
Il centro diurno del Sert è una struttura socio-riabilitativa che, oltre al gioco d’azzardo, cura altre forme di dipendenze. Il centro è aperto, per la cura delle patologie da scommesse, alcune ore a settimana; per il recupero dei pazienti vengono coinvolte anche le famiglie che hanno colloqui con lo psicologo. Una strategia che serve ad evitare il rischio di ricadute nel vizio del gioco.
“Con 1.500 euro pro-capite l’Abruzzo è tra le prime regioni d’Italia per quantità di denaro giocato”, spiega ad AbruzzoWeb Moreno Di Pietrantonio, responsabile del servizio Gioco d’azzardo patologico della Asl di Pescara, quello dove si registra il maggior numero di assistiti in Abruzzo, insieme a Teramo e Chieti.
“I risultati delle terapie, che sono di carattere cognitico-comportamentale, sono incoraggianti – dice – anche se è difficile fornire un dato preciso perché è un servizio che esiste da tre anni e le guarigioni vanno viste nel lungo periodo”.
Coloro che rimangono vittima del gioco si rivolgono in alcuni casi anche da soli all’azienda sanitaria, “ma nella maggior parte dei casi veniamo contattati dai familiari – spiega Di Pietrantonio – è una vera e propria emergenza sociale. Ha messo in serio pericolo la struttura fondamentale della società, i rapporti familiari, sociali e di lavoro”.
È tuttavia da registrare, ancora una volta, l’assenza di una raccolta dati centralizzata da parte della Regione del numero di pazienti assistiti dalle singole Asl provinciali.






