L’AQUILA – Ordinanza del Comune per imporre la chiusura dei locali a mezzanotte: i titolari degli esercizi commerciali dell’Aquila sono sul piede di guerra e per stasera hanno convocato una sorta di “stati generali” di pub e bar per annunciare la loro protesta.
L’incontro si terrà presso lo Shaman’s irish pub e c’è da scommetterci che si aprirà una nuova, furiosa polemica sulla movida cittadina.
Ad AbruzzoWeb Ralph Aureli, proprietario del Cinema Olimpia Drink and Store, dice che “questa è un’ordinanza assurda, una cosa indecente. Gli studenti – la sua previsione – andranno via, se vanno a cena e finiscono per mezzanotte poi non hanno niente da fare, cosa li può spingere a venire all’Aquila? Tanto i ragazzi già si portano bottiglioni di vino acquistato ai supermercati. Non serve che comprino alcol da noi. Così non si risolverà niente”.
Tutti i proprietari dei locali non capiscono il perché di questa ordinanza, che ritengono assurda e soprattutto inutile per risolvere il problema degli ubriachi e dei teppisti che si aggirano nel centro storico durante il fine settimana.
“Già abbiamo fatto una riunione con Confesercenti – sbotta Gianluca Spera proprietario della Caffetteria – è un’ordinanza beffa. Io la vedo in modo tragico: gli studenti andranno via perché non c’è nulla da fare, chi ha affittato le case resterà senza ingressi, supermercati, negozi di abbigliamento, tutti perderanno clienti, perché gli studenti servono alla città. Si innescherà un circolo vizioso senza via d’uscita”.
La situazione è infuocata e questa sera sicuramente sarà presa di petto, “cercheremo, se non sarà possibile revocare l’ordinanza, almeno di arrivare a un compromesso con l’amministrazione comunale”, conclude Spera.
Nessun proprietario ci va leggero: l’ordinanza ha fatto imbestialire tutti. “Il sindaco non capisce un ca…o – tuona Ortensio Di Luzio uno dei proprietari della Dolcevita – lo dico nonostante mio padre faccia parte del Consiglio comunale. Noi non chiediamo niente a nessuno, non abbiamo tredicesime né altro, e ci vengono a fare i conti in tasca, a dirci quando dobbiamo aprire”.
“Se fossi un universitario – continua Di Luzio – non verrei all’Aquila nemmeno se non si pagassero le tasse per sempre. Già non c’è niente da fare, poi a mezzanotte chiudono anche i locali. Cosa fanno questi ragazzi? Grazie che vanno a rompere tutto, che gli puoi rimproverare se la città non offre più niente?”.
“Io – spiegato il titolare – ho voluto reinvestire in questa città perché credo nella ripresa, ma se mi vengono a dire cosa devo fare a casa mia non ci sto! Il 27 del mese non prendo lo stipendio e se non ho guadagnato, alle banche non interessa, i soldi li vogliono lo stesso. Allora domani chiudo e il sindaco mi trovi un lavoro statale: mi siedo alla scrivania e non faccio niente come tutti gli altri”.
“Sto nero – sbotta Luca Marcotullio proprietario del pub Anbra, in pieno centro storico – I ragazzi escono dopo le 23, anche se chiudono i locali in piazza Regina Margherita ci sarà sempre casino. Invece di far chiudere i locali dovrebbero mettere pattuglie in più per controllare”.
“Chi ci rimborsa le perdite? – si chiede Marcotullio – Tanto i ragazzi continueranno a fare casino anche dopo la chiusura dei locali. Spero che l’ordinanza venga revocata. In ogni caso noi del Comitato dei gestori dei locali del centro faremo una riunione a breve per discutere la situazione e proporre soluzioni alternative: aumento delle pattuglie della Polizia, per esempio”.
Soltanto il proprietario del Bar del Corso, Luca Ciuffetelli, non sapeva nulla dell’ordinanza, ma appena apprende dei nuovi orari commenta allarmato: “Così ci mettono nei guai. Io arrivo a mezzanotte con a malapena 70 scontrini emessi. Prima del terremoto lo stesso numero lo raggiungevo al mattino presto. Adesso riesco a recuperare soltanto dopo la mezzanotte”.
“Tanto – conclude deluso Ciuffetelli – i ragazzi continueranno a comprare birra, vino e liquori nei discount, come già fanno, e l’ordinanza non avrà altro risultato che recare danno a noi proprietari”.
RIVOLTA ANCHE SUL WEB: ”LA MOVIDA E’ MORTA”
Dopo la rivolta dei gestori, la protesta contro la chiusura dei locali aquilani a mezzanotte imperversa anche su Facebook.
Prese d’assalto le pagine dei locali e bar più frequentati dell’Aquila da ragazzi che, infuriati, protestano contro quella che per loro è un’ordinanza assurda.
Sulla pagina dello Shaman’s Irish pub si legge un post che invita “cari ragazzi, stasera vi chiediamo di venire a trovarci un po’ prima e numerosissimi… sta succedendo qualcosa d’assurdo nella nostra città, vogliono stopparvi il divertimento a voi e il lavoro a noi… ci saranno anche le Tv locali stasera allo Shaman’s… e gliene canteremo quattro, in tutti i sensi”.
Chiamati a raccolta tutti i giovani del capoluogo, insomma, per impedire alla città di spegnere anche quel poco divertimento offerto dai locali nel fine settimana.
Molti i commenti anche sulla pagina del Nero Caffè, dove i gestori hanno chiesto a tutti gli habitué del locale di partecipare, giovedì 22, a una protesta contro l’ordinanza vestendosi tutti di nero.
“È con tristezza nel cuore che ne danno la triste notizia tutti gli aquilani… muore a vent’anni la movida aquilana… rea di aver portato troppa felicità in una città morta da tempo… giovedì 22 dicembre tutti vestiti di nero in centro storico in segno di protesta”, posta ironicamente, ma non troppo, Aldo Piccinini proprietario del Nero Caffè sul suo profilo.