L’AQUILA – Lontani i tempi del “fuori tutti e avanti i nostri”, che consentiva nella Prima Repubblica ai presidenti di Regione di applicare senza grossi problemi lo spoil system e rimpiazzare con persone fidate e amiche i dirigenti regionali in carica e pure i vertici delle Asl e di altri enti.
Per selezionare, dopo il bando di cui è imminente la pubblicazione, i sette nuovi capo dipartimento della Regione e i dirigenti nelle postazioni chiave, il presidente Luciano D’Alfonso e la sua Giunta dovranno vedersela con l’impossibilità di rimuovere, con uno schiocco di dita, gli attuali dirigenti esterni prima della scadenza del loro contratto.
La legge di riforma della Pubblica amministrazione regionale approvata in agosto, la 35 del 2014, consente infattila nomina, tra le professionalità selezionate a seguito del bando, di 10 posizioni per gli esterni, il 10 per cento delle figure dirigenziali, che sono 102.
Ma di queste dieci posizioni quasi tutte sono già occupate e pochissime sono le caselle libere per affidarsi ad alte professionalità non attinte dal personale interno, sempre che abbiamo i requisiti e il curricula adeguati, meglio ancora se persone di cui si può fidare e allineati politicamente.
Direttori esterni con contratto a termine sono già Gianluca Caruso, a capo del settore Risorse umane, e Carla Mannetti, capo del settore Trasporti e infrastrutture.
Tra i dirigenti ecco Franco Gerardini (Gestione dei rifiuti), Altero Leone (Emergenza di Protezione civile), Giuseppe Sciullo (Politiche per il lavoro e Servizi per l’occupazione), Alessia Parlatore (Politiche della salute), Sebastiana Parlavecchio ( Gestione delle acque), Ezio Faieta (Politiche per il lavoro),
Caruso ha già rassegnato le dimissioni e lascerà la Regione Abruzzo a novembre. E il suo posto, quindi, sarà libero. Per gli altri c’è poco da fare, D’Alfonso non potrà rimuoverli come vorrebbe.
Dovrà attendere la scadenza naturale del contratto e da quanto si apprende, ad esempio, quello di Sciullo scadrà nel 2018, quello di Leone nel 2016. Quello di Gerardini invece tra pochi mesi.
Il conferimento di un incarico dirigenziale è garantito infatti da un contratto legato ad obiettivi da raggiungere entro la scadenza dello stesso.
La rimozione coatta è consentita solo se si certifica una loro “manifesta incapacità”, ma ci sono criteri rigidi per poterlo dimostrare.
E tentare forzature può costare caro.
Ne sa qualcosa l’ex presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, che nel 2005, applicando lo spoil system rimosse la dirigente, non apicale, del servizio Attività di collegamento con l’Unione Europea Isabella Napolione, sostituendola con Sara Zatta, già assistente al Parlamento Europeo dello stesso Del Turco.
Napolione però si è rivolta al giudice del lavoro ottenendo un risarcimento di 292 mila euro a carico delle casse regionali. E in seguito del Turco, assieme all’ex assessore Giovanni D’Amico e all’ex dirigente Antonio Iovino, sono stati pure condannati dalla Corte dei Conti a risarcire un danno erariale di pari importo, 292 mila euro, di tasca loro.






