L’AQUILA – Anche noi vogliamo dare un addio a Liz Taylor, recentemente scomparsa in America all’età di 79 anni.
E tra le tantissime definizioni e giudizi esternati, vogliamo inserire la nostra modesta testimonianza.
Non riguarda certamente i sette mariti avuti tra passioni e diamanti. Non riguarda i due matrimoni con Richard Burton e il suo vero colossal, che fu la vita privata.
Si riferisce a un periodo che precedette il suo primo matrimonio con Burton allorchè venne in Abruzzo a lavorare per girare gli esterni del film Cleopatra, un film americano girato nel 1961 e che costò, in quel tempo, ben 44 milioni di dollari!
Nel Guinness dei primati figura il maggior numero di cambi di costumi. Durante le riprese, la Taylor ne indossò 65, disegnati da Irene Sharaff.
Per la cronaca questo film, riportato dal dizionario “il Morandini”, fu considerato “il più colossale fiasco di tutti i tempi”.
In quel tempo un collega che scrivera sul Messaggero, Annibale Gentile, mi invitò a fargli compagnia a Scurcola Marsicana (L’Aquila).
In un locale che fungeva da albergo-ristorante chiamato “Monna Laura”, la coppia Liz-Burton alloggiava da quasi dieci giorni. E quella sera era l’ultima prima che il duo ripartisse per gli Usa.
Conoscemmo così i due grandi protagonisti di Cleopatra e ricordiamo la figura di Liz.
Non molto alta, aggraziata, capelli neri, occhi vellutati, sorriso smagliante. Aveva appena finito di gustare un piatto di fettuccine che Monna Laura le aveva approntato con le sue magiche mani.
Fu molto cortese nei nostri riguardi e ci intrattenemmo in quell’ambiente divenuto famigliare per un’oretta.
Liz terminò la cena e poi mantenne la promessa con la cuoca provetta,la signora Laura, che voleva un autografo particolare dall’importante attrice.
E Liz scrisse su un foglio “To Monna Laura per un pranzo Exguisito”. Più sotto la firma sua e quella del compagno Burton.
Monna Laura ci fece poi un quadretto che faceva vedere ai clienti quando questi andavano a consumare i pasti nel suo tipico ristorante.
Qualche altro ricordo, anche se è trascorso mezzo secolo, ce lo regala il collega Annibale Gentile che, per l’occasione, fece un servizio che fu pubblicato in prima pagina sul Messaggero.
“Andavano cercando la controfigura di Liz per girare a Cinecittà la scena di un bagno con il latte di asina in una villa dell’epoca. Andai a Roma con un’Alfa 2000 dell’amico Mario Notarantonio e, a piazza di Spagna, incontrammo una ragazza di una somiglianza straordinaria alla Taylor che fece cenno chiedendoci un passaggio, dato che pioveva fortemente. Questa ragazza, che ricordo si chiamava Liza Clementine, era una libanese che segnalai al regista e per qualche giorno fece la spola tra Roma e Scurcola. Per lei quell’incontro fu molto fortunato, visto che risolse il problema del bagno che Cleopatra (la Taylor) doveva fare nuda”.
Restano questi ricordi di questi episodi che videro tra i protagonisti nascosti anche il collega Gentile e l’ambiente di Scurcola Marsicana, dove allora gli amministratori non si accorsero di nulla.
Un cronista vigile e attento come Gentile salì alla ribalta anche della tv del tempo perché quella Clementine fu intervistata dal critico televisivo dell’epoca citando anche il cronista marsicano.
Il quale ci fece l’onore di farci conoscere la grande attrice che all’epoca aveva ricevuto già quattro Oscar e che noi avevamo visto e ammirato come semplici spettatori nel film L’ultima volta che vidi Parigi.



