L’AQUILA – La febbrile giornata delle decisioni definitive per i candidati abruzzesi, caduta nel giorno di festa, si è trasformata in una domenica bestiale per i centristi guidati dal premier uscente Mario Monti.
Soprattutto l’Unione di centro ma anche Futuro e libertà in Abruzzo insorgono contro le decisioni e le modalità di scelta da parte dei vertici romani: in particolare, l’ufficializzazione del consigliere regionale del Popolo della libertà Nicolettà Verì come capolista al Senato per la lista Monti, e del vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, ex Movimento per le autonomie, come numero due alla Camera.
Con la sorpresa arrivata in serata, della prima posizione assegnata al parlamentare uscente Paola Binetti, candidata però in buona posizione in altre regioni, teocon nota in Abruzzo tra le altre cose anche per la battaglia condotta in Parlamento con l’approvazione di un ordine del giono contro la proroga dei rettori.
Quanto accaduto ha segnato una contrapposizione e una distanza che potrebbero risultare già decisive in negativo per l’imminente campagna elettorale per le politiche del 24 e 25 febbraio prossimi. Visto che il pericolo di disimpegno o impegno contro è reale.
Anche in Abruzzo, come in altre regioni, i centristi hanno incontrato grandi difficoltà a tenere insieme la base: secondo quanto si è appreso, i fatti abruzzesi avrebbero, come altre decisioni, provocato tensioni tra il leader nazionale, Pierferdinando Casini, e il segretario, Lorenzo Cesa.
Ma andiamo ai fatti salienti: moltissimi dirigenti (erano presenti quasi tutti i segretari e i presidenti dei quattro comitati provinciali), eletti e amministratori dell’Udc abruzzese si sono autosospesi, in una riunione molto partecipata andata in scena in serata a Pescara, in dissenso con le scelte romane sulle candidature alle elezioni politiche con la richiesta di un incontro urgente con Cesa, e con il presidente, Rocco Buttiglione, ma non con il leader Casini, ritenuto responsabile della cancellazione della vecchia guardia, guidata dal capogruppo della Vela in Consiglio regionale, Antonio Menna, e dal presidente della provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, che si è dimesso proprio per essere pronto alla sfida elettorale nazionale.
Nel lanciare dure accuse legate al fatto che sono stati candidati non iscritti (appunto Verì e De Matteis), Menna ha fatto capire che altre decisioni clamorose potrebbero essere adottate.
Sul fronte dei finiani, il capogruppo in Consiglio regionale, Berardo Rabbuffo (ex Pdl), e Maurizio Teodoro (ex Margherita), in una nota, hanno denunciato il fatto che sono stati candidati al Senato con la lista Monti senza che nulla fosse stato concordato e alcunché gli venisse comunicato.
Diffidando a muso duro e con gravi critiche dall’utilizzo dei loro nomi.
Con queste premesse domani sarà un’altra giornata bestiale.
E forse, oltre che tra i centristi, ci saranno anche altre polemiche visto che si avvicina il momento delle scelte ineluttabili anche nel Pdl.
L’affluenza nella riunione Udc di Pescara deve preoccupare Roma perché se non si troverà un’intesa, come hanno fatto capire Menna e Di Giuseppantonio, con l’appoggio “esterno” dell’ex deputato Rodolfo De Laurentiis, consigliere di amministrazione della Rai, assente giustificato a Pescara, si lavorerà per dire ai centristi in Abruzzo che il voto all’Udc e a Monti non è utile.
L’obiettivo è far scendere il partito sotto il 4%, allontanarlo dai 60 mila consensi che potrebbero servire per far scattare un seggio che si assegna su base nazionale quindi si conquista in base al numero maggiore di preferenze tra i vari candidati italiani.
A Pescara, dove secondo Menna c’erano circa 180 persone, sono intervenuti tanti tra dirigenti, amministratori, sindaci, ed eletti.
Tra gli altri, i segretari dei comitati provinciali, di Chieti, Angelo Cellini, e di Teramo, Alfonso Di Sabatino, il vice segretario di Pescara, Nico Liberati.
Poi, i presidenti dei comitati dell’Aquila, Vincenzo Retico, di Teramo, Enrico Robuffo, di Chieti, Andrea Buracchio.
E ancora, il presidente del Consiglio comunale di Pescara, Roberto De Camillis, il capogruppo nel Consiglio comunale di Pescara, Vincenzo Dogali, il sindaco di Atessa (Chieti) Nicola Cicchitti, il responsabile regionale Giovani, Gloria Colantoni, quello provinciale Giovani chietino, Fabio Travaglini, la coordinatrice regionale delle Donne, Anna Maria Cianci, che ha ritirato la candidatura al Senato con la lista Monti, naturalmente in una posizione non utile.
Tra le assenze eccellenti, comunque, una netta minoranza, il segretario provinciale dell’Aquila, Morena Pasqualone, schierata con De Matteis e qualche dirigente di Pescara che si è ricollocato con la Verì.




