L’AQUILA – “Ancora una volta la destra racconta una realtà parziale e autocelebrativa che non corrisponde alla situazione vissuta quotidianamente dagli abruzzesi: in Abruzzo aumentano attese e rinunce alle cure”.

Prosegue lo scontro sui dati Agenas sulle liste di attesa, e ad intervenire è il capogruppo del Pd Silvio Paolucci, ex assessore alla Sanità, mettendo in mora l’ottimismo sbandierato dall’assessore in carica Nicoletta Verì,  che ha evidenziato che nei primi quattro mesi del 2026, in Abruzzo una prima visita con priorità U (urgente, entro 72 ore) è stata garantita nell’85,6 per cento dei casi

E come sottolineato dalll Regione, “secondo Agenas, i dati relativi alle classi U e P collocano l’Abruzzo al di sopra della media nazionale. Un risultato che, secondo la Regione, conferma l’efficacia delle misure adottate per ridurre le liste d’attesa, con particolare attenzione alle prestazioni considerate più urgenti.

 

LA NOTA 

Come evidenziato dallo studio richiamato, quei dati vanno letti nel loro insieme e non utilizzati per costruire una narrazione rassicurante che non tiene conto delle criticità esistenti. Non è un caso che l’Istituto Superiore di Sanità abbia evidenziato come siano proprio gli abruzzesi a dichiarare più frequentemente di aver rinunciato alle cure.

Si tratta di un elemento che l’assessore Nicoletta Verì continua a ignorare.

Partiamo dalle attese. L’Abruzzo si colloca al 75° posto tra le regioni italiane per il 2025, con una media nazionale pari al 78%, mentre la nostra regione si ferma al 77,0%, in peggioramento rispetto al 77,9% del 2025. Per le prestazioni urgenti il dato è ancora più significativo: il 95,0% delle visite viene erogato entro i tempi previsti a livello nazionale, contro il 92,7% registrato in Abruzzo.

Per le prestazioni differibili la situazione non migliora: la media italiana raggiunge il 96,0%, mentre l’Abruzzo si attesta al 93,0%, con un lieve incremento rispetto al 92,7% dell’anno precedente.

Anche per le prestazioni programmate il quadro resta critico: il dato regionale è pari al 94,4%, a fronte di una media nazionale del 95,6%, collocando l’Abruzzo tra le ultime regioni italiane. La media nazionale continua inoltre a crescere, mentre quella abruzzese arretra.

Sul fronte della mobilità sanitaria la situazione è altrettanto preoccupante.

Nel 2025 l’Abruzzo ha registrato un saldo negativo pari a 70 milioni di euro, il terzo peggior risultato a livello nazionale.

Questo significa che sempre più cittadini scelgono di curarsi fuori regione e che il sistema sanitario regionale perde risorse e attrattività. E c’è poi il dato forse più allarmante: quello relativo alla rinuncia alle cure.

Secondo l’AGENAS, in Abruzzo il 33,7% delle persone ha dichiarato di aver rinunciato a prestazioni sanitarie, contro una media nazionale del 30,3%. Si tratta di una delle percentuali più elevate del Paese e dimostra come le difficoltà di accesso ai servizi sanitari siano tutt’altro che superate.

Non basta pubblicare numeri selezionati per sostenere che tutto funzioni. Se davvero il sistema sanitario regionale fosse migliorato, non avremmo liste d’attesa più lunghe della media nazionale, una mobilità passiva tra le più elevate d’Italia e un numero così alto di cittadini costretti a rinunciare alle cure.

I dati vanno letti integralmente e raccontano una realtà diversa da quella descritta dalla Giunta regionale. Per questo continueremo a denunciare ritardi, inefficienze e criticità, chiedendo interventi concreti per garantire agli abruzzesi il diritto alla salute e un accesso equo e tempestivo alle prestazioni sanitarie.