L’AQUILA – Si chiama Nexus il romanzo d’esordio della 17enne liceale aquilana Diletta Lorenzitto, edito per i tipi della Aletti Editore.

L’opera verrà presentata martedì prossimo, 10 marzo 2015, all’Aquila alle 17.30 presso l’auditorium “Sericchi” della Bper in via Pescara.

A tenere a battesimo la giovanissima autrice interverranno Roberta De Zuani, docente del liceo Classico “Cotugno” e Rita Salvatore, sociologa. Modererà Angelo De Nicola, giornalista e scrittore.

Diletta Lorenzitto è nata all’Aquila il 29 ottobre 1997. Studentessa presso il Classico è sempre stata attratta dal mondo letterario.

“Nexus non è un romanzo che racconta delle storie, ma è un intreccio che ingloba passato, presente e futuro. È un inno alla vita e all’amore. È un libro che vi mostrerà il mondo secondo una nuova, inaspettata prospettiva”, si legge in una nota.

Scrive del volume la professoressa De Zuani, che è anche insegnate al liceo dell’autrice:

‘Credo che da questo momento non avrò più un momento libero: sarò troppo impegnato a vivere’. Con queste parole si chiude un percorso che tra le righe di questo romanzo si intreccia in una storia fatta di avvenimenti tragici e allegri, intensi e minuti, a spiegare il senso più profondo di questo ‘nesso’ che è la vita.

È la vita che si srotola dietro le parole di Diletta Lorenzitto, che è riuscita a infilare uno sull’altro i colori di tante esistenze che si sfiorano, si incrociano, si ostacolano e si sommano in un gioco semplice e quasi banale, per quanto intenso e significativo, come è il mondo che scorre dietro occhi appena aperti alla vita, ma che ne hanno intuito i colori più vividi.

Così vediamo scorrere la storia dolce e dura di Amelia e Antonio, quella tragica di Sara e Claudio, quella poetica di Marta e Filippo, il cui sogno si frange davanti alla prosa di un’esistenza fatta di dubbi e insicurezze, ma che resta lì, come un faro luminoso a illuminare nuovi brani di vita.

E poi c’è la storia di Matteo e Cristina, in cui tutte le altre storie si incontrano, si specchiano e trovano compimento, a ricordarci che siamo, tutti, legati dagli stessi fili di questo “nesso” che ci tiene in vita.

È un romanzo, questo, popolato di voci dunque, alcune sottili e acute come le voci dei bambini, altre più profonde ed intense, che vibrano sulle note di quelle passioni che tutti abbiamo provato, almeno una volta.

È un libro che si legge tutto d’un fiato. Un nesso intrecciato e complesso che scorre come un nastro di seta, con la semplice e disarmante linearità della vita, letta da occhi nuovi, che si affacciano, quasi stupiti, al mondo e alla scrittura. Come una promessa.