L’AQUILA – “Nessun pericolo di contagio” per il batterio di legionella trovato l’altro ieri controlli nelle tubature dell’acqua della piastra numero 6 del progetto C.a.s.e di Roio Poggio.
Intervistata da AbruzzoWeb, invita i cittadini “a stare tranquilli” la dottoressa Maria Graziani, dirigente medico dell’Unità operativa Igiene e sanità pubblica (Siesp) della Asl numero 1 Avezzano Sulmona L’Aquila.
Il batterio era stato scoperto la prima volta a Natale, nella stessa piastra, dopo il ricovero di un residente degli alloggi antisismici per salmonellosi.
A distanza di 4 mesi la legionella torna nelle acque di 5 appartamenti del progetto Case, tanto che è scattato il divieto per tutti gli inqulini di utilizzare acqua calda.
“I valori sono molto al di sotto della soglia di pericolo di contagio – afferma la dottoresa Graziani – La legionella è localizzata lì e vietando l’uso dell’acqua calda non ci saranno problemi di sorta. I controlli, dopo il primo caso, sono routinari e vanno fatti a scadenze regolari proprio per evitare il diffondersi della legionella”.
Il prossimo 22 aprile, i tecnici della Asl e dell’Arta torneranno sul posto per i prelievi dell’acqua. Nel frattempo, dall’atro ieri e per cinque giorni, una ditta specializzata sta attuando le operazioni di shock termico per eliminare la presenza del batterio nell’acqua.
“C’è un protocollo nazionale antilegionella da rispettare – conclude la Graziani – I controlli rientrano in questo piano. Invito i cittadini non devono allarmarsi. Le opere di bonifica vanno assolutamente fatte e la situazione deve essere monitorata, ma non c’è alcun pericolo”.
COS’E’ LA LEGIONELLA E COME SI SVILUPPA
La legionella, che non si trasmette da persona a persona, è un batterio che può essere inalato perché prolifera in aria e nell’acqua e vive nei vapori generati da quest’ultima.
Può quindi trovarsi nelle docce e nelle rubinetterie di casa, ma anche negli impianti di aerazione delle case, dei luoghi pubblici e delle automobili.
Per questo è necessaria una manutenzione a medio termine degli impianti e far circolare l’acqua ad alte temperature per far morire il batterio.
COME RICONOSCERE LA MALATTIA
I sintomi all’inizio sono abbastanza banali: raffreddamento, colpi di tosse e febbre che molto spesso vengono scambiati per forme parainfluenzali. “Se la febbre persiste è bene andare in ospedale – raccomanda la Graziani – Nei casi del batterio in questione spesso la diagnosi è polmonite da legionella. Il batterio intacca molti organi, ma il polmone è quello più colpito”.






