L’AQUILA – Potrebbe allargarsi a tutte le realtà culturali la legge per la nascita dell’ente teatrale regionale “Abruzzo Teatro -Teatro Stabile Pubblico”.

Non solo i teatri, ma anche le istituzioni musicali potrebbero essere incluse nel progetto generale di riordino e riorganizzazione del sistema teatrale abruzzese, delineato nel disegno di legge a firma del vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, anticipato da questo giornale.

Ad annunciarlo ad AbruzzoWeb è il consigliere regionale Luca Ricciuti, tra i sottoscrittori della proposta. “L’assessorato alla Cultura sta lavorando per estendere anche ad altri settori, come quello della musica, questo processo di razionalizzazione”, spiega.

Il disegno di legge, che secondo Ricciuti potrebbe andare in discussione in Consiglio regionale già alla fine di questo mese (29 ottobre) “se ci sarà un’ampia condivisione”, specifica, ha come obiettivo principe quello di creare un unico grande attore sulla scena culturale regionale, che racchiuda l’esperienza cinquantennale del Teatro Stabile d’Abruzzo e quella trentennale de L’Uovo Teatro Stabile di Innovazione.

Nella bozza non c’è alcun riferimento all’Associazione teatrale abruzzese e molisana (Atam), a forte rischio liquidazione dopo la riduzione di contributi da parte della Regione e del ministero, ma la sensazione è che la legge sia stata fatta anche per continuare a far vivere questa realtà.

Una circostanza che ha fatto storcere il naso a numerose associazioni ed enti abruzzesi, che temono che la nuova normativa serva solo al salvataggio di “alcune istituzioni teatrali aquilane”, come hanno scritto in una nota, e al “ripianamento, con denaro pubblico, di voragini di bilancio dovute ad una cattiva amministrazione degli enti”.

A queste critiche, De Matteis, cercato per più giorni da questa testata ma mai disponibile al telefono, non ha voluto replicare, rimandando tutto alla conferenza stampa che si terrà questa mattina sul cinquantennale del Tsa, alla quale prenderà parte.

“Questa legge non destina soldi a nessuno – risponde invece Ricciuti – ma serve solo a rendere più forti le istituzioni teatrali. Basta fondi a pioggia: con questa legge, riceverà di più solo chi produrrà di più”.

Per quanto riguarda i finanziamenti, la tipologia resta invariata, “saranno di provenienza ministeriale e regionale. La differenza è che al posto di più enti, come ora, se ne finanzierà uno solo: la fusione permetterà un evidente risparmio”, conclude il consigliere, presidente della commissione Territorio del Consiglio regionale.

In base alla bozza, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale approverà lo Statuto nuovo ente. Al consiglio di amministrazione parteciperanno, oltre alla Regione, i rappresentanti di almeno due realtà provinciali o di due Comuni capoluogo di Provincia. La presidenza è di nomina della Regione.