L’AQUILA – Dura lex sed lex. A sentire senatori (e parlamentari) di centro destra e centro sinistra la cosiddetta legge mancia, formulata così com’è, non piace a nessuno. Ma non si può fare a meno di applicarla.
Per una volta Pdl e Pd sono d’accordo sull’inopportunità di una legge che il senatore Pdl Fabrizio Di Stefano definisce senza mezzi termini “una porcata”, mentre il collega a Palazzo Madama del Pd Giovanni Legnini parla di un “mezzo ingiusto senza criteri di selezione per i finanziamenti”.
Lo strumento legislativo consente a ciascun gruppo di senatori ed onorveoli di disporre liberamente delle cospicue somme loro assegnate e che poi vengono distribuite per interventi sui territori, meglio se nei collegi elettorali di provenienza.
Interventi a sostegno di comuni ed enti locali che, diversamente, non potrebbero finanziare riparazioni di strade o scuole: tutti giustissimi e comprensibili. Anche se in piena campagna elettorale, i senatori del Partito democratico hanno pubblicamente annunciato di aver dirottato gran parte dei milioni di euro sul Comune dell’Aquila (via Provincia) per la riqualificazione di parchi urbani e la realizzazione di strutture per la ripresa della vita sociale nei luoghi del terremoto.
Meno comprensibile, invece, appare il criterio con cui associazioni culturali, laiche e religiose, parrocchie ed onlus diventano magicamente beneficiarie di cifre più o meno sostanziose. Solo il 7 settembre scorso Abruzzoweb ha pubblicato l’elenco completo di tutti gli interventi finanziati dagli inquilini di Palazzo Madama per le annualità 2009, 2010 e 2011.
A causa del terremoto il territorio della provincia dell’Aquila ha fatto un po’ la parte del leone, ricevendo finanziamenti per avviare la rinascita dei territori dopo il dramma del terremoto di 17 mesi orsono. Curiosamente, però, ci sono sostanziose elargizioni per aree dell’aquilano che non rientrano nel cosiddetto cratere sismico, mentre ancora più curioso è la lista di tutti i beneficiari.
In quale modo si predilige un’associazione o un altro ente rispetto ad un altro? Semplice: senatori e parlamentari hanno la totale discrezionalità e appare evidente come chi riesce a contattare per primo il “santo in paradiso” riesce a strappare una fetta di torta. C’è chi chiede pianoforti e soldi per un giornalino interattivo sul web (i soldi per l’editoria non bastano?), o pullmini per trasportare disabili e atleti di associazioni sportive. Chi decide come e quanto destinare? Con quali motivazioni, soprattutto?
Per avere un’idea abbiamo chiesto ai due esponenti abruzzesi in Senato cosa pensino di questa legge mancia che se utilizzata in modo più trasparente ed equo genererebbbe meno dibattiti e discussioni.
DI STEFANO (PDL): ”CON LEGGE MANCIA RISCHIO PORCHERIE”
“La formulazione dei destinatari della legge mancia è a discrezione di senatori e parlamentari. Quest’anno il centro sinistra abruzzese ha dirottato fondi sulla provincia dell’Aquila per il post terremoto. Ma la gran parte delle somme non riguardano il terremoto, nè le zone colpite dal sisma. Tanto per fare un esempio tra i Comuni che ne hanno beneficiato di più (oltre un milione di euro) c’è quello di Capistrello nella Marsica, che non è nel cratere”.
“In quel Comune, casualmente, il sindaco è anche fratello del senatore Luigi Lusi. Inoltre ho una convinzione: il finanziamento per Collemaggio all’Aquila, presentato a marzo prima del voto, quel contributo era destianto al Comune (attraverso la Provincia). Un finanziamento che più che sguire percorso territoriale, seguiva percorso personale ovvero dell’ex presidente Pezzopane, che sapeva di non poter vincere e sarebbe andata in Comune”.
La legge mancia, comunque, è una questione bipartisan.
“Certamente, perchè se viene utilizzata nel modo giusto ha i suoi effetti positivi sui territori. E’ possibile finanziare interventi, che altrimenti non sarebbero realizzabili con leggi ad hoc ma che hanno ricaduta su problematiche territorali singole”.
“Io per esempio ho finanziato la ricostruzione delal biblioteca provinciale di Chieti, crollata da sei anni. A fronte di una legge del centrosinistra che non si sa che fine abbia fatto e promesse varie mai mantenute io ho preso impegno”.
Come si accede alla legge mancia?
“Il criterio è quello della discrezioanlità che rischia di far commettere delle vere e proprie porcherie, sta poi alla correttezza etica delle persone far sì che non accadano”.
“Ci sono, per esempio, marea di associzioni culturali che hanno dovuto ricomprare il pianoforte: tutti hanno avuto macerie sullo strumento? Questo è il vulnus e la vergogna”.
“La legge provvedimento è necessaria, anche il decreto per il terremoto è una legge provvedimento (parlando di grandi sistemi). Anche questo viene utilizzata per sanare cose importanti, come il dissesto idrogeologico. Però nelle maglie ci si inserisce chi vuole”.
LEGNINI (PD): ”LEGGE MANCIA? NOI L’AVEVAMO TOLTA, IL CENTRO DESTRA L’HA RIPRISTINATA”
“Sulla legge mancia vige la massima discrezionalità di parlamentari e senatori. Ciascun senatore ha a disposizione delle somme: per quanto mi riguarda io non ho mai finanziato nè onlus nè associazioni. Ritengo, comunque, che sia uno strumento da disciplinare seriamente”.
“Gli enti locali le Istituzioni hanno sete di risorse, questo è assodato. Ogni altro tipo di contributo è stato azzerato negli anni. Sui soldi ai Comuni in difficoltà ed altri enti non può essere che apprezzata la legge mancai. Se mi si dice che che ci sia la discrezionalità rispondo: è chiaro che non è giusto. Se si stabilissero dei criteri trasparenti sarebbe meglio”.
Qualcuno parla di porcata
“Nel 2007 la legge mancia fu abrogata dal centrosinistra e riprsitinata dal Pdl. Ora che esponenti del centro destra dicano che sia una porcata mi fa sorridere. E’ lo stesso discorso per la legge elettorale. Chi la fa dice che è una porcata”.
“Bisogna andare incontro alle esigenze oggettive. Come per L’Aquila, ma anche di molti altri comuni terremotati, dentro e fuori cratere. Per frane, chiese, dissesto idrogeologico.
Pensiamo alla madonna della libera di Pratola Peligna: lì ci vorranno almeno un milione di euro. Ho contribuito a destinare fondi per interventi contenitivi alla frana di Caramanico, una cosa pericolosissima, sotto il centro abitato. Lì dovrebbe intervenire la regione. Io ho cercato di dare una mano in quel caso e anche destinando soldi per la messa in sicurezza delle scuole. Però dare a uno e non a un altro è una discriminazione ma che dobbiamo fare?”
Insomma, chi arriva prima ottiene i finanziamenti
Io dico che non va bene, bisogna riconoscere e filtrare le necessità. Una volta che abbiamo legge si cerca di farne uso più giusto possibile. Sapendo, ovviamente, che il criterio non è condivisibile, tanto che la avevamo abrogata”.
Per quel che mi riguarda tutte le esigenze che ho soddisfatto sono sacrosante: naturalmente se ce ne sono dieci che hanno avuto soddisfazione ce ne saranno altre mille sacrosante che aspettano. Io penso che strumento di questo tipo non porta consenso ma dissenso: perchè si accontenta uno ma si scontentano altri dieci”.
Con quali criteri si finanziano gli interventi
“Non ci sono criteri, non esistono criteri: la legge dice che la commissione bilancio fa un atto di indirizzo, nella commissione bilancio ci sono i gruppi parlamentari e loro decidono come utilizzare i fondi. Anzi dentro ciascun gruppo ogni senatore o deputato decide cosa farne”.
“Di fronte a una legge senza criteri uno cerca di utilizzarla nel miglior modo possibile,si possono fare scelte giuste o sbagliate. Se c’è tratto polemico è nei confronti dello strumento normativo, non di chi lo deve utilizzare.
Occorrebbero dei criteri oggettivi: interventi urgenti per i dissesti idrogeologici, oppure messa in sicurezza delle scuole. Insomma delle esigenze vere, che con gil strumenti di programma non si riecono a soddisfare.
Esistono esempi del genere?
Prendiamo as esempio l’otto per mille: lì c’è una procedura è già cosa più seria. Per accedere ai fondi, anche se a pioggia, bisogna presentare progetto, c’è un esame, viene valutato. E’ tutta un’altra cosa.
Se si stringesse su interventi urgenti anche per la legge mancia sarebbe un passo avanti, comunque sarebbe un macrocriterio. Sarebbe discrezionale ma fino a un certo punto, bisognerebbe dimostrrare l’effettiva esigenza dei fondi”.
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