L’AQUILA – Si annuncia un consiglio regionale di fuoco, quello di domani alle ore 11.30.
E questo a causa di due norme a dir poco controverse con le opposizioni di centrosinistra e M5s pronte a dare battaglia, e e anche con possibili divisioni nella maggioranza di centrodestra.
La prima è la legge mancia da 16 milioni di euro, agganciata ad una variazione di bilancio da appena 9mila euro. La seconda è la norma inserita nel pacchetto di provvedimenti con primo firmatario il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, “Disposizioni in materia sociale, sanitaria, attività produttive, politiche della montagna, cultura e di natura istituzionale”, e che prevede di fatto un accentramento delle politiche sanitarie, con la possibilità di commissariare i manager delle indebitate Asl inadempienti, e anche l’istituzione di una task force che dipende strettamente dal presidente Marco Marsilio, grande fautore della norma, e dall’assessore alla Salute, Nicoletta Verì.
Per quanto riguarda la legge mancia, la misura deve finanziare di fatto il maxi emendamento approvato nella manovra di bilancio del dicembre dello scorso anno. Vincolato, per gli effettivi pagamenti, al reperimento delle coperture, che solo in parte si sono però verificate tra minore uscite e maggiori entrate fiscali. Dunque la misura avrà un importo più basso, di “soli” 16 milioni di euro rispetto ai 21 milioni che erano stati promessi a piene mani, senza bandi e criteri, da tutti i consiglieri e assessori, a beneficio di Comuni e associazioni amiche, nei rispettivi collegi elettorali.
I beneficiari iniziali erano 2.300 circa, ma è mistero su quanti ne rimarranno, su cosa sarà tagliato e cosa no. Molto probabilmente saranno cancellate le erogazioni decise dai consiglieri di opposizione, che tanto, si afferma perfidamente nella maggioranza, sono contrari ai fondi a pioggia tanto da avere pronta una legge per la cancellazione integrale, e dei consiglieri e assessori di maggioranza che non sono stati rieletti. Un elenco ad oggi è impossibile reperirlo, arriverà si presume in aula all’ultimo momento e approvato in fretta e furia senza discussione, come da tradizione. Tanto che il capogruppo del Pd, Silvio Paolucci è uscito urlando la scorsa settimana dalla commissione. C’è però anche il rischio che il centrodestra non si divida, visto che appunto la coperta è troppo corta e causerà sicuramente a malcontenti.
C’è poi la legge già ribattezzata “taglia manager”. In essa si prevede che “La Giunta Regionale esercita nei confronti delle Aziende Sanitarie le funzioni di indirizzo e coordinamento, direttiva e vigilanza compresa la verifica dei risultati aziendali conseguiti dai Direttori Generali”, e in caso “di accertata o persistente inerzia o inadempimento da parte degli organi delle Aziende Sanitarie abruzzesi nel compimento di atti o provvedimenti obbligatori esercita il potere sostitutivo”.
Una misura che va nella direzione di quanto stabilito il documento congiunto delle commissioni Bilancio e Sanità che hanno invitato la giunta a prendere provvedimenti, in linea di principio anche il commissariamento, in caso i quattro dg avessero sforati i loro obiettivi di risanamento del 20%. Il commissariamento si legge ancora nella norma “avverrà con il potere sostitutivo del direttore del dipartimento sanità”, che è Emanuela Grimaldi. E all’uopo si conferma la costituzione di una task force a supporto del servizio sanitario regionale che risponde direttamente a Marsilio e all’assessore alla Salute, Nicoletta Verì.
Di fatto la norma è una decisa stretta sui quattro direttori generali Ferdinando Romano per la Asl provinciale dell’Aquila, Thomas Shael per la Asl provinciale di Chieti, Vero Michitelli per l’Asl di Pescara e Maurizio Di Giosia per la Asl di Teramo, impegnati con i piani di rientro approvati a fine agosto a tagliare i costi per contenere il deficit intorno al 100 milioni di euro, in base ai nuovi calcoli, ed evitare che schizzi ai 200 milioni tendenziali.
Già all’attacco le opposizioni che parlano di una “espressione tangibile del fallimento di Marsilio” e di “un provvedimento tardivo, che arriva a disavanzo fatto e che non servirà ad arrestare la crescita di quello futuro, che rischia di essere più imponente del 2023. Un atto imbarazzante, non solo perché mette in moratoria manager di nomina politica, designati anche contravvenendo le normative vigenti, come dimostrano i ricorsi vinti dai manager rimossi da Marsilio, ma perché è di fatto un autocommissariamento”.
A seguire i provvedimenti europei nn. 1/2023 e 2/2023: L.R. 10 novembre 2014, n. 39 “Disposizioni sulla partecipazione della Regione Abruzzo ai processi normativi dell’Unione Europea e sulle procedure d’esecuzione degli obblighi europei”.
Indirizzi in materia europea per l’annualità 2024, relativi alla partecipazione della Regione alla formazione e all’attuazione del diritto europeo (fasi “ascendente” e “discendente”). La seduta si chiuderà con le votazioni utili all’elezione del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale.
I lavori si apriranno con la discussione delle seguenti interpellanze: “Realizzazione parcheggi di scambio nei Comuni di Pretoro, Lettomanoppello e Roccamorice a servizio dell’utenza impianti sciistici della ‘Maielletta’” (firma Blasioli – PD); “Mancato rifinanziamento fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione” (Paolucci – PD); “Dimensionamento scolastico della Provincia di Chieti” (Monaco – AVS); “Prevenzione degli atti di violenza sugli operatori sanitari e socio-sanitari” (Taglieri – M5S). Le interrogazioni in programma sono presentate dal consigliere Di Marco (PD), sui tempi di realizzazione della caserma dei Carabinieri Comune di Manoppello e dal consigliere Alessandrini (M5S), sulle assunzioni Areacom.





