L’AQUILA – “Una legge che non consuma suolo e con una forte valenza ambientale, calibrata sulle esigenze del cittadino e delle famiglie, pensata per il rilancio dell’edilizia ma in grado di incidere positivamente sull’intera economia abruzzese”.
Così Lanfranco Venturoni, capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, commenta l’approvazione della legge sull’edilizia avvenuta nella tarda serata di ieri.
“Un particolare ringraziamento voglio rivolgerlo – dichiara Venturoni – al presidente Pagano per aver condotto magistralmente i lavori, al collega Sospiri e ai consiglieri di Pescara che hanno firmato la proposta e a tutti i consiglieri che indistintamente hanno lavorato fino a tarda ora in consiglio per approvare una legge che l’Abruzzo non poteva attendere ulteriormente”.
“Si tratta – dice – di una legge che si rivolge al già costruito e non favorisce i grandi speculatori edilizi, come qualcuno ha detto impugnando la spuntata arma dell’ideologia, ma va incontro a chi, in particolar modo in questo momento di crisi, avrebbe difficoltà a costruire ex novo ma che invece, grazie a mirate premialità di cubatura e costi contenuti, può rendere più belle e funzionali costruzioni vecchie riducendo consumi e inquinamento e magari ricavare nuovi spazi per familiari”.
“Un intervento in edilizia – prosegue – nel rispetto delle regole che nello stesso tempo segna una preziosa riqualificazione delle aree più degradate e rimette in moto un significativo indotto economico che va oltre il comparto edilizio, stretto com’è tra la contrazione delle costruzioni e un mercato delle vendite di certo non aiutato dal carico fiscale sulla casa.”
“Riteniamo che questa legge restituisca ossigeno alle attività produttive diffuse – osserva Venturoni – anche se continuiamo a nutrire perplessità per alcuni degli emendamenti accolti che, prevendendo passaggi nei consigli comunali, potrebbero appesantire le procedure, diminuendo l’efficacia della legge”.
“Se tale eventualità dovesse concretizzarsi – aggiunge Venturoni – non esiteremo a riportare la legge in consiglio per correggerla e renderla più snella, com’era nelle nostre intenzioni iniziali. Allo stesso modo avremmo preferito escludere oneri di urbanizzazione per gli interventi che comportano un aumento di volumetria minore al 20 per cento. Il rischio è che tale gravame possa diventare un disincentivo proprio per i piccoli interventi a misura familiare”.




