L’AQUILA – Risultati non troppo soddisfacenti, frutto del lavoro – o del non lavoro – di una squadra che, pur non aspettandosi rivelazioni clamorose, deve ancora crescere su un territorio dove gli altri partiti della coalizione sono più radicati. Però nessun “caso” o ipotetiche strategie che coinvolgono pezzi importanti di FdI, solo amicizie “extra politiche”.
A chiarirlo, interpellati da AbruzzoWeb, il segretario della Lega Abruzzo Vincenzo D’Incecco, capogruppo in Consiglio regionale e presidente della Commissione Bilancio, e Maurizio Bucci, segretario del carroccio della provincia di Chieti, sindaco di Gamberale e presidente dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale (Ater) di Lanciano.
I due, va precisato, sono stati sentiti nei giorni scorsi e l’articolo viene pubblicato dopo il ballottaggio che a Ortona ha sancito la vittoria di Angelo Di Nardo, per non interferire o influenzare le operazioni di voto che poi hanno comunque confermato un trend non positivo per la Lega che non ha ottenuto neanche un seggio. Rispetto a quanto si leggerà, è stata decisa la data della riunione del partito che si terrà oggi pomeriggio, alle 18, a Pescara.
D’Incecco e Bucci, rispondendo all’analisi post elezioni comunali in Abruzzo, pubblicata da questo giornale (Qui il link), hanno preferito non entrare nel merito delle voci di profondi dissidi interni per quello definito un “flop” e sorvolano sulle polemiche divampate con ancora maggior vigore rispetto a una “sospetta” vicinanza di Bucci all’assessore regionale alle Attività produttive, Tiziana Magnacca, tra i candidati più votati con oltre 9.600 preferenze alle regionali del 2024, con la quale si sarebbe alleato contro il consigliere regionale meloniano della provincia di Chieti, Nicola Campitelli, ex Lega, e rieletto in Fdi, con oltre 8.500 voti, a cui Magnacca non ha perdonato la netta opposizione al suo disegno di ridimensionare una partecipata cresciuta molto negli ultimi anni, l’Azienda regionale per le attività produttive (Arap).
Insomma, “il caso non esiste”, ma mentre Bucci, che si dice sorpreso dal “clamore” sollevato, liquida subito la discussione: “ho spalle larghe, ci sarebbe tanto da dire ma non serve, adesso dobbiamo pensare al ballottaggio di Ortona”, D’Incecco tenta di dissimulare tracciando un primo bilancio.
Se a Sulmona il dato è ormai cristallizzato e il centrodestra unito ha portato all’elezione al primo turno il sindaco Luca Tirabassi, con la Lega che ferma al 4% non ha conquistato neanche un seggio, gli occhi sono puntati ora al ballottaggio ad Ortona, dove la coalizione spaccata ha prodotto un derby casalingo tra Angelo Di Nardo e Nicola Fratino. Il primo sostenuto da Fratelli d’Italia e civiche, e Fratino dal resto della coalizione, con la Lega che in caso di vittoria potrebbe ambire almeno ad un posto in Consiglio.
“Comunque vadano le cose, per la settimana prossima è in programma una riunione della segreteria del partito per fare un’analisi del voto – dice D’Incecco – Come è evidente, non siamo contenti del risultato, per quanto non è che ci aspettassimo dati straordinari, soprattutto considerando le storie politiche di Sulmona e Ortona”.
Colpa di nessuno o di tutti, D’Incecco non si sbilancia e si guarda bene dall’alimentare polemiche che potrebbero compromettere ulteriormente i già precari equilibri in un partito che si muove come su un campo minato, nonostante le costanti smentite, e che dal 2019 si è gradualmente ridimensionato, passando dal 27,5% (165.008 voti) nel 2019, quando con 10 consiglieri era azionista di maggioranza nella coalizione di centrodestra che ha vinto le elezioni con il presidente Marco Marsilio, al 7,5% (43.816 voti) del 10 marzo del 2024 quando ha eletto due consiglieri regionali diventando il terzo tassello della squadra di governo riconfermata per lo storico secondo mandato.
“Tutto ciò che non ci soddisfa è imputabile a tutti, a me in primis”, nota D’Incecco, segretario regionale dallo scorso ottobre, quando ha preso il posto del sottosegretario all’Agricoltura, Luigi D’Eramo, con il quale i rapporti sono ai minimi storici.
Senza confermarlo e senza mai nominarlo, tra le altre cose, sottolinea: “in un partito è normale avere antipatie e simpatie, ciò che conta è trovare il modo di lavorare tutti insieme per migliorare le cose”. E rincara: “è evidente che nella squadra qualcuno non ha lavorato come avrebbe dovuto, altrimenti non staremmo qui a tirare queste somme”.
Qualcosa ad Ortona potrebbe ancora succedere, osserva D’Incecco: “la situazione potrebbe anche cambiare dal punto di vista politico con l’ingresso di un consigliere in caso di elezione del nostro candidato, sarebbe già una vittoria visto che qui la Lega non è mai entrata in Consiglio comunale”. Inoltre, aggiunge: “La Lega in Abruzzo nasce nel 2018, non ha un radicamento come Forza Italia o Fratelli d’Italia, è un partito più giovane di altri in questa regione”.
Sul caso Bucci poi si limita a commentare: “So che ha un rapporto di amicizia con Magnacca, che non ha a che fare con schemi o giochi politici. Tutti abbiamo legami più o meno forti tra le varie forze di coalizione, le ricostruzioni giornalistiche possono avere più chiavi di lettura e io non mi sento di poterle commentare”.





