L’AQUILA – Anche i docenti dell’Università dell’Aquila sono solidali con i 30 dipendenti della Intecs dell’Aquila, ex Technolabs, che hanno ricevuto la lettera di mobilità, l’anticamera al licenziamento.
La proprietà del laboratorio di ricerca, sito nel polo elettronico aquilano, non vuole assolutamente utilizzare lo strumento degli ammortizzatori sociali, ma continua la sua “politica” di mettere alla porta un folto gruppo di ricercatori.
Ieri mattina, durante l’assemblea dei lavoratori, alla quale hanno partecipato anche la politica aquilana e abruzzese e i sindacati, i docenti universitari hanno voluto far senitire la loro voce attraverso una lettera.
“Noi docenti – scrivono i professori – temiamo lo sminuirsi del valore di un valido partner che da tempo collabora con la nostra Università su diversi fronti tecnologici, attività di ricerca pura e applicata, cooperazione su progetti europei, svolgimento di Tesi di laurea e stage postlaurea, rappresentando altresì un punto di riferimento per l’inserimento nel mondo del lavoro dei nostri laureati. La crisi del Laboratorio peggiora le già complesse problematiche di ricostruzione economica dell’Aquila, aumenta il rischio di de-industrializzazione dell’area ed i gravi e crescenti fenomeni di disoccupazione giovanile anche nelle fasce con titolo di studio più alto”.
IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA.
I docenti dell’Università dell’Aquila esprimono preoccupazione per la critica situazione venutasi a creare nella sede operativa aquilana di Intecs, ex laboratorio R&D di Italtel prima e Siemens poi, e storicamente uno dei principali poli per le telecomunicazioni del Centro-Sud. Attraverso un percorso di lento ma inesorabile ridimensionamento
dell’organico, la proprietà rischia di compromettere in maniera irreversibile le potenzialità della sede dell’Aquila, con inevitabili ripercussioni su un territorio già visibilmente provato in termini di depauperamento di competenze e professionalità di alto profilo.
Noi docenti temiamo lo sminuirsi del valore di un valido partner che da tempo collabora con la nostra Università su diversi fronti tecnologici (attività di ricerca pura e applicata, cooperazione su progetti europei, svolgimento di Tesi di laurea e stage postlaurea), rappresentando altresì un punto di riferimento per l’inserimento nel mondo del lavoro dei nostri laureati.
La crisi del Laboratorio peggiora le già complesse problematiche di ricostruzione economica dell’Aquila, aumenta il rischio di de-industrializzazione dell’area ed i gravi e crescenti fenomeni di disoccupazione giovanile anche nelle fasce con titolo di studio più alto.
Riteniamo che la ricostruzione e la ripresa della città non possano prescindere dalla sinergia tra le realtà territoriali esistenti, ovvero Università e poli industriali e tecnologici, nell’ambito dei quali il Laboratorio Intecs rappresenta una componente rilevante per la quale un percorso di crescita e potenziamento, piuttosto che di ridimensionamento, sarebbe auspicabile oltre che utile in termini di consolidamento della proficua collaborazione già instaurata.
I professori Paola Inverardi, Fabio Graziosi, Stefania Costantini, Vittorio Cortellessa, Pierangelo Marcati, Michele Flammini, Alessandra Continenza, Alfonso Pierantonio, Filippo Mignosi, Fortunato Santucci, Guido Proietti, Dajana Cassioli, Giovanna Melideo, Henry Muccini, Patrizio Pelliccione, Luigi Vetrano, Pierluigi Pierini, Francesco De Paulis, Elvira Laura Livorni, Pier Ugo Foscolo, Romina Eramo, Romina Spalazzese e Luca Forlizzi.



