TERAMO – Far incontrare il mondo accademico e le imprese: è questa la scommessa dell’Osservatorio mondo presentato ieri all’Università di Teramo.
L’esperimento parte dal dipartimento di Scienze politiche dell’ateneo abruzzese.
Per la prima volta ci sarà un luogo di analisi interdisciplinare che vedrà la collaborazione di docenti e studenti.
La parte operativa, affidata prevalentemente agli studenti, prevede la costruzione di “schede paese”: grazie a ricerche approfondite verranno sintetizzate e presentate informazioni, sia qualitative che quantitative, sulla situazione politica, economica, sociale e giuridica dei Paesi presi in esame. Lo scopo è quello di far emergere eventuali opportunità o minacce per l’internazionalizzazione delle imprese, per la predisposizione di accordi internazionali e per la mobilità dei capitali.
Per la prima volta l’Università, grazie anche all’impegno di Pietro Gargiulo, docente di diritto dell’Unione europea, e di Andrea Ciccarelli, professore di statistica per la gestione del territorio, ha la possibilità di creare un punto di incontro tra formazione e lavoro. Per il momento il laboratorio è formato da una ventina di studenti e da molti professori che hanno dato la propria disponibilità.
Nel mese di giugno verranno presentate le prime schede.
Nelle intenzioni dei promotori non si tratta di un esperimento temporaneo. Al contrario, si vogliono gettare le basi per un laboratorio permanente, dinamico e in continuo aggiornamento.
Fondamentale sarà il dialogo con gli attori locali, nazionali e con le istituzioni. L’intento è quello di creare un luogo in cui gli studenti potranno approfondire e mettere in pratica le proprie conoscenze e in cui le imprese potranno acquisire informazioni utili nel momento in cui volessero internazionalizzare la propria attività.
In attesa dei risultati, si può sicuramente affermare che si tratta di una novità importantissima. Era da tempo che si sentiva la necessità di un punto di incontro tra mondo accademico e quello del lavoro.



