PESCARA – Iscritti ai centri per l’impiego aumentati di 18 mila unità, passando dai 39 mila del 2009 ai 54.800 del 2012; imprese attive scese dell’1,72%, arrivando a 30.796 unità; quasi 3 milioni e 800 mila ore di cassa integrazione autorizzate, di cui un milione e mezzo di ore di cig in deroga.

A tracciare il bilancio dell'”anno peggiore che si sia mai registrato sul fronte occupazionale nel Pescarese” è la Cgil provinciale.

I dati, della locale Camera di commercio, di Unioncamere e della Direzione provinciale del Lavoro, sono stati diffusi stamani in conferenza stampa dal segretario provinciale pescarese del sindacato, Paolo Castellucci.

La situazione peggiore riguarda le donne, che rappresentano il 55% degli iscritti ai Centri per l’impiego (54.853 unità), e la fascia di età compresa tra i 19 e i 35 anni (21.816 unità, 40% degli iscritti). Le ore di cassa integrazione autorizzate, 6.869 (+11%) i lavoratori coinvolti, sono 3.799.751 (+11,8%), di cui 1.500.127 (+70%) di cig in deroga, ovvero “il passaggio precedente alla perdita del lavoro”.

La “cosa più grave”, secondo la Cgil, è che a fronte del calo del lavoro, “aumenta l’irregolarità, raddoppia il lavoro nero e Pescara, insieme all’Abruzzo, ottiene la maglia nera per il numero dei morti sul lavoro”, che, stando a dati Vega Engineering, sono 28 a livello regionale e otto nel Pescarese.

La provincia di Pescara, in tal senso, si classifica al 7° posto nella graduatoria nazionale per indice di incidenza sugli occupati.

Le previsioni per il 2013 parlano di 1.070 assunzioni programmate dalle imprese, che però non compensano le 1.280 uscite, con un saldo negativo pari a -210.