L’AQUILA – Arrivare alla verità e accertare le eventuali responsabilità civili e penali, istituzionali e non, che hanno concorso a determinare la strage del 6 aprile 2009.
Questo lo scopo dell’associazione “309 Martiri dell’Aquila”, presentata questa mattina presso il centro polifunzionale di Onna e che verrà costituita formalmente il 16 settembre alla presenza di un notaio. Il comitato promotore è costituito da Vincenzo Vittorini, che ne è il presidente, Maurizio Cora, Massimo Cinque, Pier Paolo Visione e Giustino Parisse, tutti accomunati dalla perdita di persone carissime a causa del sisma di 17 mesi fa.
“Non vogliamo fare il processo alla scienza – spiega Vittorini – perché quello che volevamo non era sapere l’ora esatta del sisma. Ci preme capire invece se gli uomini che dovevano interpretarla a supporto delle proprie decisioni hanno agito nel rispetto dei propri ruoli istituzionali e della legge”.
Soprattutto alla luce di quanto sta avvenendo in questi giorni, con l’allerta riguardo lo sciame sismico di Montereale, i fondatori di questa associazione si dicono indignati rispetto alla prevenzione mai avvenuta invece nel periodo precedente al devastante terremoto.
“Il pre allarme di questi giorni – aggiunge Vittorini – lascia l’amaro in bocca per ciò che lo scorso anno non è stato fatto. Non sono passati 50 anni dal terremoto del 6 aprile ma solo 17 mesi, le istituzioni sono le stesse. Potevano prendere provvedimenti anche allora”.
Sullo stesso argomento è intervenuto anche il giornalista e membro fondatore dell’associazione Giustino Parisse.
“Ben venga l’allarmismo di questi giorni – afferma Parisse, che in quella tragica notte ha perso i suoi due figli e il padre nella sua casa di Onna – Questi giorni sono la prova che qualcosa si poteva fare anche allora, e magari qualche vita poteva essere salvata”.
Parisse, riguardo la notte del sisma parla di “strage, perché dietro una strage ci sono sempre dei responsabili. Il terremoto è il killer, i mandanti ora sono da individuare”.
Gli stessi soci di questa neonata associazione hanno già dato vita tempo fa alla fondazione “6 aprile per la vita”, che però ha ben altri intenti.
“La fondazione – spiega il presidente di entrambe, Vittorini – come evidenzia il nome stesso, ha come tema la vita, quindi le attività e gli obiettivi sono finalizzati alla ricostruzione per il futuro. L’associazione ‘309 Martiri’ ha invece lo scopo di fare in modo che le vittime abbiano giustizia e non vengano dimenticate”.
L’associazione, a cui già hanno chiesto di aderire un centinaio di persone, è aperta a tutti coloro che ne vogliono far parte.
“Siamo sempre più convinti – afferma il dottor Cinque – che l’unione in questi casi fa la forza. Tutti, come cittadini aquilani, anche se non hanno perso i propri cari, devono sentirsi ‘traditi’ dalle istituzioni che avrebbero dovuto tutelarci”.
“Sappiamo – conclude Parisse – che i nostri cari non torneranno e che qualsiasi risarcimento, che tra l’altro non vogliamo, non potrà ripagarci delle nostre perdite. Vogliamo solo evitare che altre persone si ritrovino a piangere i propri cari, non per un giorno ma per tutta la vita”.
Per aderire alla “309 Martiri aquilani” gli interessati potranno rivolgersi ai numeri: 3389679885, 3473397916 oppure all’indirizzo mail:[email protected] e [email protected]





