L’AQUILA – “La videosorveglianza è essenziale per il capoluogo, non come alternativa al controllo del territorio, ma come integrativo”.
Il prefetto dell’Aquila Francesco Alecci torna a sollecitare il Comune sul progetto di videosorveglianza del centro storico e dei punti sensibili della città, fermo al palo da oltre due anni.
Il Comune è infatti impantanato da tempo in un progetto che collegherà le telecamere a una piattaforma di alta tecnologia alla quale saranno collegati anche i servizi della futura smart city.
Alecci torna a parlare della sicurezza del capoluogo, anche alla luce degli ultimi atti di vandalismo che hanno interessato gli edifici appena ristrutturati dopo i danni subiti del sisma.
Il prefetto sottolinea l’importanza delle telecamere perché “fungono da prova per colpire chi viene ripreso, ma anche come prevenzione e deterrente”.
È certo che la mancanza del piano di videosorveglianza, “costituisce un carico maggiore per le forze dell’ordine e anche per la polizia municipale”.
“Anche i più piccoli comuni si sono dotati di piani di videosorveglianza – la stoccata – Solo nel capoluogo pare che il progetto non riesca proprio a decollare. Una cosa poco comprensibile per me che mi sono sempre espresso in modo corretto, ma pressante nei confronti degli amministratori della città”.
A fare da contraltare alla mancanza di un piano di videosorveglianza a tutela anche delle zone periferiche della città, molto spesso teatro di furti ai danni di centri commerciali, banche e negozi, “c’è un attento controllo del territorio da parte di carabinieri, polizia con il concorso di guardia di Finanza e Corpo forestale – aggiunge – Abbiamo esteso nelle periferie soprattutto nelle zone delle 19 new town il controllo con pattuglie automontate che prima del terremoto non veniva effettuato proprio perché la città non era così estesa come adesso. Ora invece il controllo è serrato”.
“Credo che in centro ci sia solo io a vivere e il poliziotto di turno dalla mezzanotte alle 6 del mattino – aggiunge – Il fatto che il centro sia vuoto favorisce di certo gli atti di vandalismo in una città ancora disabitata”.
Il prefetto infine boccia la proposta del Coisp di reintrodurre i poliziotti di quartiere a vigilanza del centro storico, anche se ne apprezza la proposta.
“Il poliziotto di quartiere adempie alla funzione di rapporto diretto con i commercianti per la pronta segnalazione di anomalie o atteggiamenti sospetti e il centro oggi conta purtroppo ancora pochissimi negozi”, conclude






