L’AQUILA – Tamponi per attestare la negatività al covid di tutti gli operai, entro massimo 14 giorni dalla riapertura dei lavori. Da ripetere periodicamente. Misurazione della temperatura ad ogni inizio turno. La raccomandazione di utilizzare sistemi di tracciamento, anche con un app, dei contatti dei singoli operai, e di farli pernottare nelle strutture ricettive nel territorio comunale, ne caso provengano da altre province e regioni italiane.
Questi i contenuti dell’ordinanza con le misure anti contagio nei cantieri edili che si appresta oggi a firmare il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, annunciati in una conferenza stampa webinair, che ha fatto seguito ad una riunione con le associazioni di categoria che lo stesso sindaco ha giudicato come “accesa”, ma he si è “conclusa in modo cordiale”.
L’ordinanza, che rappresenta un provvedimento aggiuntivo e integrativo di quello che sta per approvare l’associazione nazionale dei costruttori edili (Ance), entrerà in vigore lunedì 4 maggio, quando a L’Aquila torneranno al lavoro buona parte dei 510 cantieri della ricostruzione post-sisma 2009, con 400 operai iscritti alla cassa edile che con gli addetti delle ditte subappaltatrici, arrivano a 6 mila unità, con quota significativa provenienti da fuori città e da fuori regione.
“In queste settimane – ha esordito Biondi – ci siamo confrontati con Prefettura, associazione edili e di categoria, Ispettorato del lavoro, sindaci del cratere 2009 e Dipartimento di prevenzione della Asl, per ragionare sul come far ripartire i cantieri in una città, dove da giorni si registrano per fortuna contagi zero, e dove non possiamo permetterci di abbassare in alcun modo la guardia. L’ordinanza è più stringente rispetto ai provvedimenti nazionali vigenti per la semplice ragione che il contesto aquilano è molto differente e più articolato rispetto a quello italiano. L’obiettivo è mantenere questo standard, reso possibile grazie ad alcuni fattori, tra cui la prontezza del sistema sanitario aquilano di fronte all’emergenza, la conformazione del territorio e, soprattutto, la disciplina e il grande rispetto delle regole. Tutto sono stati chiamati a fare enormi sacrifici per limitare la diffusione del coronavirus e occorrerà lo stesso senso di responsabilità per intraprendere la fase due”.
Da qui spiega Biondi, “l’ordinanza prevede innanzitutto che alla data di riapertura del cantiere, il 4 maggio, e non oltre 14 giorni dalla notifica della riapertura, tutti gli addetti debbono avere una certificazione di negatività al covid, con tamponi o altri test dovessero essere riconosciuti validi scientificamente, come i test sierologici, che ancora non hanno l’ok dell’Istituto superiore della Sanità. Non è importante che il tampone venga fatto a L’Aquila o in altri territori, l’importante che abbia una certificazione ufficiale.”
Ci sono poi raccomandazioni, spiega Biondi, sulla tracciabilità delle maestranze. “Se si dovesse verificare un caso di positività il dipartimento prevenzione della Asl dovrà essere subito in grado di ricostruire la rete dei contatti stretti per attivare le quarantene domiciliari. Si consiglia pertanto di utilizzare anche applicativi per raccolta informazioni utili. Quello che dovrebbe fare insomma la app Immuni allo studio del governo. Infine si raccomanda di limitare il pendolarismo, facendo pernottare le maestranze nelle strutture ricettive del comune dell’aquila ovviamente in condizioni di sicurezza”.
“Mi rendo conto – aggiuinge in sindaco – che il provvedimento c comporterà ulteriori adempimenti e oneri economici per le imprese. Che si aggiungono a quelli determinati dai protocolli di sicurezza che impongono il distanziamento tra gli operai e l’adozione di dpi, la sanificazione degli ambienti, il dover disporre di spazi più ampi, spostamenti che non potranno essere più fatti con pumini da nove persone, e altro ancora”.
“Tenuto conto – ha aggiunto Biondi – che l’indennizzo per le opere di ricostruzione, se non ci sono maggiorazioni, è commisurato al valore all’edilizia economica e popolare, e non ha avuto incrementi, non beneficiando degli adeguamenti Istat e nemmeno del nuovo prezziario regionale appena approvato dalla Regione. I costi dovranno dunque necessariamente essere a carico dei datori di lavoro. Ci rendiamo conto dello sforzo a cui saranno chiamati. Per questa ragione ho chiesto, con una nota inviata al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, e al ministro per le Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, di prevedere una norma che consenta di riconoscere un contributo aggiuntivo alle imprese impegnate nella ricostruzione dei comuni colpiti dal sisma 2009 per sostenere i maggiori oneri legati all’emergenza coronavirus”, conclude il primo cittadi. C’è però un interlocuzione aperta per riconoscere questi maggiori costi anche per i cantieri della ricostruzione”.
Biondi infine rende noto che “ho condiviso i contenuti di questa ordinanza con i sindaci del cratere, non è quella del comune dell’aquila una fuga in avanti. È ovvio che queste misure vanno adottate in tutto il cratere, non ha senso farlo a L’Aquila città e che lo stesso non avvenga nella vicina Pizzoli o Poggio Picenze, per fare un esempio. Ho inviato il testo anche al presidente Marco Marsilio, nell’ipotesi di sua applicazione anche altrove”.
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