L’AQUILA – Nuovo sit-in degli “sfollati-sfrattati” davanti alla caserma Campomizzi, quella che gli insorti domani dovrebbero lasciare perché sarà destinata a essere esclusivamente una residenza universitaria.

“Non vogliamo più vivere come pacchi postali!”, hanno tuonato gli insorti che già avevano protestato in forma simile tre giorni fa.

Da quanto si appreso, se i circa 60 sfollati rifiuteranno di andarsene da domani potrebbero ritrovarsi senza mensa e servizi.

Al sit-in di oggi hanno preso parte anche il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e l’assesore all’Assistenza alla popolazione Fabio Pelini.

CIALENTE: “SE TOGLIERANNO IL VITTO, PORTEREMO NOI I PASTI”

L’AQUILA – “Se verrà tolto il vitto a questi sfollati, sarà il Comune a portare loro i pasti”.

La promessa, che suona anche come una provocazione, è del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che questo pomeriggio ha preso parte al sit-in degli “sfollati-sfrattati” davanti la caserma “Campomizzi”.

“Dispetti gratuiti” li ha definiti Cialente, che si è detto “dalla parte dei cittadini” in questa situazione.

“Basta con gli ultimatum – ha sbottato il primo cittadino – e basta con le scadenze per cacciare i cittadini dalle strutture. Bisogna parlare con la gente, capire i loro problemi e trovare insieme le soluzioni”. (e.m.)

LA SOLIDARIETA’ DEI COMITATI

Piena solidarietà da parte di CaseMatte, del comitato 3e32 e dell’asilo occupato, agli sfollati ospiti nella caserma “Campomizzi” che entro la mezzanotte dovranno lasciare la struttura militare e che qualche giorno fa hanno protestato davanti la struttura contro lo “sfratto”.

“È questo l’ennesimo capitolo – scrivono in una nota i comitati – dell’esodo di quella grossa fetta di popolazione che a due anni e mezzo del terremoto non si vede ancora riconosciuto il diritto all’abitare. Motivo ufficiale dello sfratto è la destinazione della struttura ad alloggio per studenti universitari . Motivo reale è la totale impreparazione delle autorità competenti alla gestione dell’emergenza abitativa che coinvolge unitamente aquilani e studenti, famiglie e single, migranti e residenti”.

“Anche per questi motivi – conclude la nota – saremo in piazza giovedì 7 luglio, contro l’intera classe dirigente, commissari, vicecommissari e sindaci conniventi, scenderemo per le strade della nostra città a manifestare la nostra rabbia perché vadano via tutti, nessuno escluso”.

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