L’AQUILA – Con il congresso provinciale in programma domenica e con la campagna elettorale che sta ormai sta per entrare nella fase calda, non ci sono i tempi tecnici per organizzare le primarie del centrodestra per individuare il candidato sindaco alle amministrative di primavera, e questo sia all’Aquila, sia ad Avezzano (L’Aquila).
L’ultima spallata, almeno all’Aquila, al cavallo di battaglia del segretario nazionale, Angelino Alfano, che l’ha annunciata come novità al momento del suo insediamento, oltre al colpevole ritardo della dirigenza e della base del Pdl, spaccate e litigiose, l’ha data il maltempo, che causato il rinvio dal 5 al 25 febbraio del congresso provinciale.
Ma quelli che, in testa il coordinatore provinciale uscente, Gianfranco Giuliante, hanno sempre sostenuto la necessità di far ricorso a questo strumento, non si arrendono: per l’assessore regionale alla Protezione civile si potrebbero considerare primarie il primo turno delle elezioni amministrative, e il candidato di area centrodestra che supera tutti sarebbe appoggiato da quelli, o quello, che ha perso.
Tutto questo attraverso un impegno firmato anticipatamente.
La proposta è stata presentata dallo stesso Giuliante al segretario nazionale Alfano nel corso dell’incontro di venerdì mattina al quale hanno partecipato anche l’ex ministro delle infrastrutture Altero Matteoli e il deputato aquilano Marcello De Angelis, direttore del Secolo.
È un’altra delle indiscrezioni emerse da un incontro che doveva rimanere segreto ma del quale molti particolari sono stati raccontati da AbruzzoWeb.
Il resoconto di questo giornale ha spiazzato per prima gli stessi i partecipanti all’importante confronto che avevano mantenuto il massimo riserbo vista la delicatezza della tematica e la posta in palio molto alta.
Con il congresso alla porte, anche se la vittoria sembra definita a favore di un fedelissimo di Giuliante, Alfonso Magliocco, che guida l’unica mozione, ma soprattutto con l’obbligo in tempi stretti di decidere il candidato sindaco del Pdl alle elezioni aquilane, l’assessore regionale e il suo gruppo sono andati a Roma per rivendicare le primarie e il ruolo e l’autonomia del partito.
Tutto ciò per contrastare una parte del Pdl che vede di buon occhio l’appoggio al centrista di centrodestra Giorgio De Matteis, leader dell’Mpa, che, dopo aver atteso il Pdl, con il progetto “L’Aquila città aperta” si è candidato a sindaco del Movimento per le autonomie (Mpa) e di possibili liste civiche.
Il vice presidente del Consiglio regionale, come sindaco della coalizione di centrodestra senza passare per le primarie, è sponsorizzato a Roma da mesi dal presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi.
In riferimento alla querelle con De Matteis, Giuliante, l’unico dei protagonisti dell’incontro a parlare, chiarisce alcuni aspetti.
“Non sono andato a Roma per porre veti contro chicchessia – assicura – ho offerto al segretario nazionale una narrazione altra circa l’analisi della situazione aquilana perché sostanzialmente nel chiaroscuro avesse un quadro d’insieme delineato in contraddittorio”.
“Ho ribadito – prosegue il coordinatore provinciale uscente – che l’intera classe dirigente aquilana si era espressa a tutti i livelli per le primarie e che riteniamo che, laddove un congresso, così come andiamo a prevedere, si esprimerà a larghissima maggioranza con una mozione dal titolo ‘Con Alfano per le primarie per un partito partecipato’, non potrà essere in qualche misura contraddetto da una persona esterna al territorio che ipotizza designazioni dall’alto”.
Insomma, Giuliante e il suo gruppo rivendicano la scelta del candidato a sindaco e non si piegano al fatto che debba essere il presidente Chiodi, ex sindaco di Teramo, a decidere le sorti politiche del Pdl all’Aquila.
In tal senso, rimane in corsa l’architetto Pierluigi Properzi, ordinario di Ingegneria e vice presidente dell’Istituto nazionale di urbanistica (Inu), che come tecnico potrebbe aggregare forze politiche e civiche.
Giuliante, comunque, chiarirà in maniera esaustiva il suo pensiero domani in una conferenza stampa. Ha tenuto invece la bocca cucita il parlamentare De Angelis che si è trincerato dietro un secco “no comment”.
Non c’è dubbio che il resoconto dell’incontro romano da parte di AbruzzoWeb abbia creato altre tensioni in un Pdl già spaccato e in un centrodestra confuso.
Ma d’altra parte con il tempo perduto e con decisioni importanti c’è sempre nervosismo, su tutto l’imminente scelta sulla strada da imboccare per le prossime elezioni amministrative della prossima primavera all’Aquila.
L’anticipazione di questo giornale ha provocato anche la reazione del gruppo De Matteis.
Il segretario comunale dell’Mpa Abruzzo per il Pdl, Corrado Ruggeri, ha replicato all’iniziativa romana attaccando duramente Giuliante a Roma.
“Giuliante ha ragione quando dice decidiamo noi, e questo vale per tutti. Il Pdl deve ancora decidere, noi invece, forse Giuliante è distratto e ancora non se ne accorge, abbiamo già deciso e da tempo”.
“A meno che – prosegue Ruggeri – il segretario provinciale del Pdl non voglia assumere decisioni che chiaramente non gli spettano e che sono solo e soltanto nostre. Noi abbiamo detto no al PDL, ma abbiamo aperto le porte a tutti i soggetti che si riconoscono nel progetto L’Aquila città aperta”.
Secondo il segretario Mpa, “data la pesante situazione in cui vive la città, abbiamo ritenuto indispensabile superare gli steccati politici e la logica della partitocrazia e aprire a tutti coloro che condividono questo progetto che vuole azzerare la conflittualità, ricucire i rapporti con le istituzioni, vuole far riacquistare alla città quella credibilità ormai persa, che vuole uscire dagli schemi che fino ad oggi l’hanno ingessata, una città aperta al confronto ed alla partecipazione”.
“Stia tranquillo Giuliante, pensi al suo congresso, alla ricerca del suo candidato sindaco, alle sue liste che alle nostre ci pensiamo noi – conclude Ruggeri – Parla lo stesso linguaggio di Cialente, ma non può essere differente, visto che consiglieri comunali che dovrebbero essere del suo gruppo hanno assessori in Giunta e sono presidenti di commissione consiliare, scelti e votati dal Pd e da Cialente. Evidentemente Cialente, come sindaco, gli va più che bene”.




