L’AQUILA – Tra i 40 diplomati di quest’anno all’Alma, la prestigiosa scuola internazionale di cucina di Gualtiero Marchesi, c’è l’aquilano Fabio Farroni 26 anni, che ha scelto la pasticceria come specializzazione.
”Una scuola davvero di buon livello – spiega Fabio ad AbruzzoWeb – ritenuta una delle migliori in Italia per il settore. Una scelta la mia, maturata in famiglia, dove ho avuto sostegno e appoggio e dentro la nostra azienda dove ho mosso i primi passi già dai tempi della scuola”.
Una famiglia, quella di Fabio, che lavora nella produzione alimentare da sempre: suo padre e suo zio hanno all’Aquila l’azienda Artemisia che produce liquori, alla quale hanno affiancato nel 2014 un laboratorio di produzione dolciaria, di lievitati e biscotteria.
La scelta di rimanere nel ramo alimentare è arrivata dopo la maturità classica nel 2009 – ricorda ancora – In pieno terremoto decisi di iscrivermi all’università. Scelsi Cesena e la facoltà di viticoltura e enologia, ma non ero convinto. Allora mi spostai a Teramo, ma niente, alla fine sono tornato nell’azienda di famiglia”.
“Per cui – aggiunge – ho scelto di fare proprio una scuola di pasticceria per ampliare le mie conoscenze e metterle e a frutto in azienda avendo già una base di produzione dolciaria avviata e poi, non avendo preso alla fine la laurea, è stato comunque un corso formatrivo e sicuramente specializzante”.
E in questi mesi ha potuto lavorare ed apprendere dai più grandi maestri pasticceri italiani, come Igino Massari o Gino Fabbri, delle autentiche ”star” internazionali del settore, da Gino Fabbri, Fabio ha seguito anche uno stage.
”Un’occasione unica e molto bella – afferma – ho imparato moltissimo e soprattutto ho avuto modo di far apprezzare i miei cavalli di battaglia: profitterol e tiramisù. Non sono dell’idea di stravolgere le ricette, ingrendienti sani, scelti con cura e tanta passione a fare da corollario a preparazioni classiche e collaudate da secoli”.
In un momento in cui la pasticceria va ‘destrutturandosi’ Fabio resta sul classico. “Ma si, è bello anche andare contro corrente, ma il cuoco o il pasticcere poi, devono essere anche bravi a far capire il piatto, la sua presentazione e il perchè presentare una cosa in un certo modo, dopo magari anni di una certa consuetudine”.
E dopo questa esperienza, il rientro all’Aquila, dove mettere in campo tutto quanto imparato. ”Le mie competenze al servizio della nostra azienda e non solo, mi piacerebbe anche fare una breve esperienza all’estero”.
“Dico breve, perchè il mio posto adesso è qui, puntando ad andare avanti sempre con impegno e tenacia e riuscire ad esportare il marchio Artemisia, su un mercato internazionale di nicchia, tenendo a mente sempre e solo la qualità”, conclude.



