L’AQUILA – Per ironia della sorte la nuova vita dell’ex Polo elettronico dell’Aquila è affidata ad una azienda che si occupa di riciclo di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, proprio come quelle che in quel sito si sono prodotte fino all’inizio degli anni Duemila.

Dopo i ritardi e i continui rinvii sembra fatta, per lo stabilimento di Campo di Pile all’Aquila. All’avviso esplorativo pubblicato dal Comune dell’Aquila per la cessione dei capannoni, scaduto ieri, ha infatti risposto la sola Accord Phoenix, con una proposta di 1,7 milioni di euro.

La società, costituita al 90% da un ex banchiere indiano, può ora insediarsi nella porzione di stabilimento ex Italtel, dove avrebbe dovuto iniziare l’attività già dal 2014.

“È il più grande investimento in Abruzzo negli ultimi due anni – spiega ad AbruzzoWeb il sindaco Massimo Cialente – Vendiamo il capannone a prezzo di costo perchè è importante che l’azienda si senta vincolata a restare, quindi da sempre abbiamo preferito non affittare gli immobili ma venderli. Cosa poi comunque imposta dal finanziamento di Invitalia”.

“Il ministero dello Sviluppo – annuncia Clara Ciuca della Uilm – ha già preparato l’avviso per affidare anche lo stabilimento ex Finmek”.

“Con questi due atti vediamo finalmente la luce dopo anni di chiusure e fallimenti. Inizia ad esserci concretezza e non più solo speranza”.

Importante il risvolto occupazionale, 128 assunzioni tra cui molti riassorbiti dall’ex polo elettronico, e la ricaduta economica sul territorio.

“Centotrenta stipendi equivalgono a qualche milione di euro che ogni anno entra nell’economia cittadina” dice il sindaco, che ricorda l’impegno per arginare qualsiasi appetito sul sito da parte dei centri commerciali e lancia strali ai detrattori.

“Portiamo a casa il risultato nonostante l’opposizione di gran parte del territorio e del centrodestra. In particolare di Guido Liris e Giorgio De Matteis, con quest’ultimo che addirittura pur di farmi un dispetto supplicava Confindustria ad ostacolare l’insediamento di Accord”.

L’azienda, secondo il bando – puntualizza infine il sindaco – deve mantenere fede agli impegni assunti per dieci anni altrimenti lo stabilimento torna in possesso del Comune.