L’AQUILA – Un nuovo intervento di rigenerazione urbana prenderà forma nel quartiere di Valle Pretara.
La Giunta comunale dell’Aquila ha approvato il progetto esecutivo per la riqualificazione e la manutenzione straordinaria di piazza degli Appennini, lo spazio pubblico antistante la parrocchia di Santa Maria Mediatrice, dando così il via all’iter che porterà all’esecuzione dei lavori.
L’investimento complessivo ammonta a 200mila euro, interamente finanziati con risorse del bilancio dell’Ente.
Il progetto – viene spiegato in una nota del Comune – “punta a restituire al quartiere uno dei suoi principali luoghi di incontro, attraverso una riqualificazione complessiva della piazza”.
L’intervento prevede la riorganizzazione degli spazi pedonali, il miglioramento dell’accessibilità, la realizzazione di nuove aree verdi, la riduzione delle superfici impermeabili con una più efficace gestione delle acque meteoriche, oltre al rifacimento dell’illuminazione e delle reti di servizio. Un’opera pensata per rendere la piazza più funzionale, sicura e fruibile, anche in vista della futura riapertura della vicina scuola Celestino V.
Dichiarano il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e l’assessore all’Urbanistica, Francesco De Santis: “Con questo intervento proseguiamo il percorso di riqualificazione dei quartieri della città, investendo su uno spazio che rappresenta un punto di riferimento per la comunità di Valle Pretara. Restituire ai cittadini una piazza più bella, accessibile e funzionale significa creare nuove occasioni di incontro e rafforzare la qualità della vita nei quartieri”.
“La riqualificazione di piazza degli Appennini si affianca alla ricostruzione della scuola Celestino V e a quella della chiesa di Santa Maria Mediatrice, il cui iter è stato sbloccato grazie alle disposizioni normative introdotte dal Governo per consentire la ricostruzione degli edifici di culto privi di vincolo storico-artistico. Sono interventi che contribuiranno a ridisegnare il cuore del quartiere e a restituire ai residenti servizi, spazi pubblici e luoghi identitari. È così che immaginiamo la rigenerazione urbana: non una somma di opere, ma un progetto complessivo di rinascita delle comunità”, concludono.






