L’AQUILA – “Come studenti e studentesse universitarie ci sentiamo indignati di fronte alla decisione del Direttore dell’Adsu, Luca Valente, di espellere dalla casa dello studente, nell’ex caserma Campomizzi, otto studenti (di cui cinque stranieri) per una violazione al regolamento interno della struttura”.

Il collettivo universitario ReSeT solidarizza con gli studenti espulsi dalla residenza per aver fumato una sigaretta, contestando l’eccesiva severità di questo provvedimento rispetto ai fatti accaduti.

“A quasi due anni dal sisma – prosegue – l’unica soluzione residenziale offerta dall’Adsu è stata per questo anno accademico l’utilizzo di una caserma e nell’anno precedente degli alloggi della Reiss Romoli, risultati, dopo un anno intero di permanenza, inagibili. La struttura Campomizzi è condivisa con alcuni cittadini sfollati e all’interno della stessa non esistono né una mensa convenzionata né una cucina, né un numero adeguato di spazi comuni, relegando la vita sociale dei residenti, studenti e non, a quella di una caserma”.

“Riteniamo inaccettabile – incalza – che di fronte allo stato di difficoltà in cui versano il nostro ateneo e questa città l’Adsu decida di espellere gli studenti, invece di affrontare i veri problemi che questi vivono quotidianamente. L’istituzione universitaria non ha preso un’adeguata posizione a tale riguardo mostrando un disinteresse ormai non nuovo, e i nostri rappresentanti non si sono curati finora della vicenda”.

“Gli studenti, – conclude il collettivo – più volte chiamati a essere la chiave di volta della rinascita di questa città, si ritrovano a dover pagare sulla propria pelle le deficienze strutturali e regolamentarie dell’Asu e di conseguenza delle amministrazioni locali e regionali, in quanto esse stesse responsabili del diritto allo studio”.

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