L’AQUILA – Oltre un milione di euro: a tanto ammontano i “buffi” lasciati qua e là dal Comune dell’Aquila che dovranno essere riconosciuti come debiti fuori bilancio per essere definitivamente saldati.

La Giunta ha passato al setaccio i conti pubblici e ora si trova costretta a impegnare le somme, alcune delle quali già pignorate presso la tesoreria dell’ente dai creditori.

C’è di tutto nelle delibere che il Consiglio sarà presto chiamato a votare: dai debiti della Perdonanza della “stagione d’oro” dell’inizio degli anni Duemila, caratterizzata da grandi star e polemiche altrettanto altisonanti, di cui AbruzzoWeb ha parlato ieri, allo smaltimento di eternit mai pagato, dai gettoni di presenza per alcuni dirigenti e funzionari comunali chiamati a far parte della Commissione tecnico-consultiva agli espropri.

Al Parco scientifico e tecnologico d’Abruzzo, per esempio, devono essere ancora erogati 100 mila euro per la realizzazione del portale sul turismo, alla ditta edile Sicabeton ne vanno 53 mila per i lavori fatti al cimitero.

Le cifre più sostanziose se le intascano alcuni proprietari dei terreni soggetti al Piano per l’edilizia economica e popolare (Peep) di Pettino: in tutto circa 670 mila euro per Maria Grazia Marra, Massimo e Giacomo Tortorella.

Quasi 83 mila euro, invece, sono per Mario Di Gregorio, Giuseppe Galassi e Carlo Cafaggi, dipendenti comunali in forza al settore Ricostruzione, che “avanzano” i gettoni di presenza per le 212 sedute del periodo 2004-2005 della Commissione tecnico-consultiva: a ognuno di loro andranno 27.768 euro.

Sempre tecnici, ma stavolta incaricati della redazione della progettazione delle opere nell’ambito del Contratto di quartiere di Valle Pretara, sono Marina Aquilio, il figlio Federico D’Ascanio e il geologo Silvio Tatoni, che hanno presentato parcelle mai saldate per 38 mila euro.

Il capitolo Perdonanza, oltre ai fuochi pirotecnici da 24 mila euro di cui ha scritto il nostro giornale, porta in dote il debito da 5.800 euro con la “Servizi commerciali Italia” per la realizzazione delle brochure pubblicitarie e i 15 mila per l’ospitalità degli artisti all’hotel Duca degli Abruzzi.

Ma ci sono anche debiti per pochi spiccioli, come i 1.700 euro per il condominio coop San Francesco per il mancato pagamento delle spese condominiali.

Chiudono l’elenco la Pro-meccanica 2002, 6.200 euro per smaltimento eternit nel 2008, e la Gsm impianti che deve incassare 12.661 euro.

Si tratta in tutti i casi di atti obbligatori perché resi esecutivi da sentenze di tribunale e con le somme “congelate” presso la banca su cui transitano i soldi del Comune che, però, dovrà pagare anche gli interessi, visto che sono trascorsi fino a dieci anni dall’epoca in cui i debiti vennero contratti.