L’AQUILA – Si moltiplicano i lockdown energetici in Abruzzo, con attività e aziende costrette alla chiusura forzata d’inverno per limitare i devastanti danni del caro bollette, nella speranza di poter riaprire dopo un temporaneo stop. Ma è solo l’ennesimo disperato tentativo che si affaccia quando il peso dell’ondata speculativa è ormai diventato insostenibile.

Ne sa qualcosa Ambra Berardini, proprietaria del ristorante Le Fiaccole, a Fossa (L’Aquila), tra i primi locali a sperimentare il lockdown energetico a gennaio 2022: “La situazione è tragica da almeno un anno, non solo non è cambiato niente, va sempre peggio. Probabilmente dovremo chiudere un’altra volta, stiamo valutando. L’alternativa sarebbe provare a restare aperti solo nel fine settimana”, dice ad AbruzzoWeb.

Già in quella circostanza, a spingere alla chiusura, proprio i costi salatissimi delle bollette, quella dell’elettricità arrivata a 5.300 euro, rispetto ai poco più di 2mila degli anni precedenti. Oggi la situazione non è di certo meno drammatica, anzi: “i costi sono quadruplicati, a luglio abbiamo ricevuto una bolletta da 8mila euro. In fumo tutto il lavoro di un’estate, nella quale certo si è lavorato di più rispetto agli ultimi due anni segnati da covid e lockdown, imposti e spontanei. Gli incassi sono prioritariamente andati a fornitori, dipendenti e utenze, non è rimasto nulla, neanche per sperare in un miracolo”.

Senza considerare i rincari generali, con i prezzi delle materie prime che continuano ad aumentare.

Un anno di inerzia, visti i chiari segnali, lamentano sempre più imprenditori: “Oggi siamo fuori tempo massimo, si poteva fare qualcosa prima, forse. Ormai per molti sarà il punto di non ritorno”, osserva.

All’Aquila è in lockdown energetico anche I Due Magi, locale diffuso aperto nel 2018 in centro dagli imprenditori Marco Carosone e Giuseppe Cipollone. A parlare di grandi difficoltà è stato Daniele Stratta, presidente provinciale della Fipe Confcommercio parlando del possibile stop immediato di cinque attività, inclusa quella dei Due Magi: “Alcune di queste, peraltro, potrebbero non riaprire più”.

Per Berardini, che gestisce il ristorante Le Fiaccole da 30 anni, prima anche lei in centro all’Aquila e poi, dopo il terremoto del 2009, a Fossa: “È triste e umiliante trovarsi a questo punto dopo tanti anni di lavoro. Umiliante soprattutto, questa è la nostra realtà”.