L’AQUILA – In una tavolozza di colori, tra il profumo delle piante e dei fiori, sono tornati all’Aquila “I fioristi di via Castello”, storica attività aquilana del centro storico, specializzata nel flower design, che ha riaperto in via Strinella 30.

“Il mio posto è qui, dovevo seguire le mie radici, mi mancava L’Aquila e il calore degli aquilani, pensavo mi avessero dimenticato, ma mi sbagliavo”, spiega ad AbruzzoWeb Michele Arciprete, da 21 anni in questo settore e titolare dell’azienda.

La sua è una storia di passione e di amore per il lavoro, ma soprattutto per la sua città. “Ho riaperto tra le macerie di una città distrutta dopo il 6 aprile, ho provato con grinta e volontà ad andare avanti, ma alla fine ho dovuto abbassare la saracinesca dopo un anno”, racconta.

“Poi, nel 2015 mi sono trasferito a Pescara, dove ho lavorato per tre anni in un rinomato negozio di fiori di un mio caro amico, Mirco Faieta: era come stare in famiglia, non mi mancava nulla di materiale – confessa – ma sentivo di dover tornare alle origini. Ho guardato mia moglie e i miei figli chiedendo loro che cosa volessero fare, la decisione è stata unanime: si torna all’Aquila”.

Una scelta coraggiosa, quella di Arciprete, che con suo figlio Rino, tra l’altro famoso nell’ambiente calcistico cittadino, divide l’attività, che molti hanno definito “una follia”.

“Mi hanno detto che sono matto, che è un rischio, ma io rispondo che ne sono consapevole – dice ridendo il titolare dei Fioristi – Lo faccio per rispetto verso me stesso, sento che il mio posto è qui e poi per me è un doppio ritorno a casa perché in via Strinella ci sono cresciuto, un ritorno alle origini in tutto e per tutto insomma”.

La decisione di non tornare in via Castello è stata strategica, perché “il capoluogo abruzzese è diventato un territorio settoriale: in alcune zone si va a mangiare, in altre si fa shopping, altre sono designate alla movida e in questo momento in centro storico non c’è spazio per un’attività come la mia”, protesta.

“Purtroppo non è ancora il caso: ci sono molti cantieri aperti o ancora da iniziare, c’è poco movimento – fa notare – e se non tornano gli uffici, i residenti, le poste, insomma i sevizi che c’erano prima, tornare in via Castello non ha alcun senso”.

“Non posso sapere cosa mi riserverà il futuro, ma adesso sono molto più sereno: ho i miei figli Rino e Alessandro che mi sostengono e la mia più grande fan, mia moglie Colombina Faustini, non temo nulla e mi aspetto di rivedere tanti vecchi amici, ma anche di conoscerne di nuovi, ho dato tanto per la mia città e ho ricevuto molto, so che questa nuova-vecchia avventura non mi deluderà”.