L’AQUILA – “Non solo non ha più capacità di ascolto, ma il sindaco Massimo Cialente non ha più nemmeno il minimo rispetto verso la popolazione che solleva dei problemi di notevole impatto per il territorio comunale dell’Aquila. Ora più che mai è necessaria la conclusione della sua infelice esperienza politico-amministrativa”.

Ad affermarlo è il consigliere comunale Roberto Tinari in relazione alla presunta esclusione nelle ultime riunioni indette da Cialente del comitato spontaneo degli abitanti della zona interessata agli interventi di salvaguardia sul fiume Aterno.

Questi interventi, che la struttura commissariale che si occupa del medesimo corso d’acqua ha in animo di realizzare, Tinari li definisce “progetti invasivi, che prevedono di scaricare nel fiume stesso vere e proprie colate di cemento”.

Una delle parti interessate da questo programma è l’area compresa tra Coppito, Cansatessa, San Vittorino e Pettino, dove è prevista la realizzazione di un “mostro ecologico” costituito da un invaso ampio 75 ettari.

Numerosi abitanti di questa parte del Comune dell’Aquila, racconta Tinari, si sono costituiti in comitato spontaneo, chiedendo di rivedere questo progetto sulla scorta di un parere di un professionista esperto della materia, vale a dire il professor Martella, docente emerito dell’Università dell’Aquila.

“Tale posizione – aggiunge – ha trovato un parziale consenso da parte dei tecnici del Commissario per fiume. Con un’accorta mediazione era stata studiata una soluzione al problema, che prevedeva la rinuncia alla costruzione dell’invaso e un intervento sostitutivo di più ridotto impatto ambientale e soprattutto meno costoso. Un risparmio di 30 milioni di euro, magari da destinare ad altre opere molto importanti, quali quelle necessarie per il fosso di San Giuliano”.

“Il sindaco Cialente aveva preso l’impegno di istituire un tavolo con tutti i soggetti interessati a questa vicenda, per dare concretezza a tale nuovo percorso. Invece, unitamente all’assessore all’Urbanistica, Roberto Riga, ha tenuto una riunione unicamente con i tecnici dell’apparato commissariale per il fiume, nel corso della quale sarebbe stato esposto un nuovo progetto tendente non all’eliminazione dell’invaso, come i cittadini avevano chiesto, ma una riduzione dello stesso. Un’altra riunione è stata indetta per domani dal Sindaco e, anche in questo caso, il comitato spontaneo non è stato invitato”.

“Al di là delle eventuali responsabilità finanziarie – conclude Tinari – non si può infatti far finta che non esiste un progetto che comporta notevoli, minori oneri per le casse pubbliche, soprattutto quando questo ha avuto una prima condivisione da parte di tutti gli esperti in materia, va rilevato il mortificante scenario di un primo cittadino che prima manifesta la volontà di coinvolgere i cittadini e poi tiene delle riunioni in gran segreto”.