L’AQUILA – Dall’inizio dell’anno la Regione ha tagliato del 10 per cento i fondi sui trasporti urbani. La decurtazione è nel complesso di 475mila euro, su un totale di 4milioni e 750mila euro di finanziamenti annuali. Un provvedimento necessario, considerando la politica all’insegna della riduzione dei fondi assunta dal Governo. I vertici dell’Ama (azienda municipale aquilana) già nelle scorse settimane avevano annunciato la possibilità di una diminuzione delle corse e di aumenti dei biglietti. Ad oggi, tuttavia, ancora non si hanno certezze sul futuro delle linee urbane.
Il taglio potrebbe creare gravissimi problemi all’azienda già in grosse difficoltà. Proprio l’Ama, infatti, nei mesi scorsi avevano chiesto un aumento delle risorse per far fronte ai disagi con cui quotidianamente devono combattere gli utenti: poche corse, tragitti troppo lunghi, tempi insostenibili per raggiungere le varie zone della città.
Il problema si è notevolmente aggravato soprattutto in seguito al terremoto, con l’aumento delle distanze e il decentramento della città.
Il taglio, voluto dal Ministero alle Infrastrutture, ha colpito tutta l’Italia ed è stato recepito da gran parte dei Comuni del Paese, compresi quelli abruzzesi. Anomalo, dunque, il caso dell’Aquila.
Da mesi, infatti, è stata incaricata l’Università di redigere un piano di razionalizzazione delle corse Ama che preveda la soppressione “indolore” dei doppioni nelle corse urbane. Anche l’Ama, intanto, si è attivata per proporre un piano di razionalizzazione dei corsi.
La parola finale, tuttavia, sta al Consiglio comunale, che deve approvare il piano.
“Fin quando non avremo un bilancio non sarà possibile decidere il da farsi – ha commentato l’assessore competente, Silvana Giangiuliani – Stiamo anche aspettando lo studio dell’Università. Certo una razionalizzazione si deve fare”.
I termini di quest’ultima, tuttavia, ancora non appaiono chiari e anche l’assessore non vuole dare certezze sulla “spinosa” questione che sembra voler essere tenuta lontana dalle “orecchie” dei cittadini. (m.c.)






