L’AQUILA –  “Memoria eros e illuminazione”, un romanzo autobiografico di Manfredo Nanni, scrittore, architetto e appassionato di motori in perpetua ricerca della perfezione .

Il romanzo nasce circa tre anni fa “Di getto, – spiega l’autore – quasi come un impulso istintivo di chi, giunto ad una certa età, vuole riassaporare gli spensierati momenti della vita universitaria analizzandoli con la maturità acquistata nel corso degli anni”.

Si tratta di storie brevi, incentrati sui rapporti con l’altra metà del cielo e ambientate nella Firenze degli anni settanta, dove lo scrittore ha frequentato la facoltà di architettura.

“Presentai le mie storie ad un editore marchigiano che mi suggerì di renderle più interessanti utilizzando  qualche espediente che mettesse in contatto il passato con la saggezza buddista acquisita nel tempo, così inventai Eleonora, una giovane laureata in filosofie orientali molto intraprendente sul piano sessuale” afferma  l’autore.

Il personaggio femminile, generato dalla fantasia dello scrittore, ma sempre ispirato a prototipi di donne esistenti, interloquisce con il narratore/scrittore, prima ascoltando le storie Fiorentine, poi rivolgendogli domande riguardo le strategie per arrivare alla felicità.

Due capitoli sono dedicati alla filosofia buddista Nichiren. La ragazza, infatti, incuriosendosi, rivolge varie domande al protagonista. Un altro capitolo è riservato all’architettura e ai motivi che hanno spinto lo scrittore ad allontanarsene. La conclusione “è onirica” come l’ha definita lo stesso Nanni.

La narrazione è molto fluida e la lettura impegna al massimo un’ ora; nelle pagine finali c’è un glossario che spiega i termini buddisti che risultino sconosciuti al lettore medio.