L’AQUILA – “Vi chiedo di assumere tutte le azioni necessarie per contenere i costi delle società”, perché “non possiamo garantire livelli stipendiali, categorie e profili, non strettamente legati alla funzionalità evidente ed effettiva delle società, quindi è necessario sostituire i dirigenti/direttori con i quadri e ridurre i numeri di quest’ultimi”, senza escludere l’ipotesi di “mobilità o contratti di solidarietà in presenza di esuberi”.
Passaggi di una nota riservata che il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ha inviato ai vertici della aziende municipalizzate dei rifiuti (Asm), dei trasporti (Azienda mobilità aquilana), delle farmacie (Afm), dell’elaborazione dati (Sed) e del Centro turistico del Gran Sasso (Ctgs), da sempre ritenute importanti centri di spreco.
La missiva arriva nelle concitate giornate in cui il Comune cerca di far quadrare i conti, in attesa che il governo, come accade ogni anno dal 6 aprile 2009, trasferisca le risorse necessarie (18 milioni di euro, secondo le più recenti stime) a colmare il buco di bilancio prodotto dalle minori entrate e maggiori spese dovute proprio al terremoto.
“Nella situazione attuale – scrive il sindaco – di fronte ad un governo che latita in presenza del dramma della città distrutta, ad oggi ho solo notizie e non atti formali di un contributo straordinario che dovrebbe concretizzarsi nel prossimo mese di marzo, comunque inferiore di alcuni milioni rispetto a quello assegnato negli anni trascorsi”.
“In questo contesto io non posso e non voglio chiedere ulteriori sacrifici ai nostri cittadini per sostenere i costi degli attuali servizi pubblici”, aggiunge Cialente, che chiede così l’istituzione di una centrale unica degli acquisti e che entro un mese “mi sia presentato un piano di razionalizzazione delle spese di gestione e del personale, senza guardare in faccia a nessuno”.
“Mi attendo di leggere – scrive ancora il sindaco nella missiva inviata il 22 aprile scorso ai presidenti delle municipalizzate – un organigramma con profili e categorie necessarie, da approvarsi con urgenza avviando, se dovuto, politiche di mobilità o contratti di solidarietà in presenza di esuberi”.
Infine, Cialente chiede di efficientare i servizi che lui stesse riconosce essere “da terzo mondo”.
“Vi chiedo di presidiare meglio sui servizi e la qualità, in alcuni casi alquanto scadenti, si pensi al trasporto pubblico che sembra quasi da terzo mondo, senza regole, con autobus che girano a vuoto, e che crea caos e confusione nell’utenza”.




