L’AQUILA – Alle prime luci dell’alba, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile del Comando Compagnia dell’Aquila hanno eseguito tre misure di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di una coppia di cittadini albanesi e di una cittadina italiana, tutti ritenuti responsabili di spaccio di cocaina.
L’operazione, inquadrata in una più ampia strategia di contrasto del fenomeno di spaccio di stupefacenti sul territorio del capoluogo, è il frutto di un’attività di indagine condotta dai Militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di L’Aquila e coordinata da Simonetta Ciccarella, Pubblico ministero della Procura della Repubblica dell’Aquila.
L’indagine, svolta tra il mese di febbraio e il mese di marzo, ha consentito di raccogliere inequivocabili elementi di colpevolezza in ordine ai reati ascritti ai tre arrestati, consentendo l’emissione della misura cautelare a firma dal giudice per le indagini preliminari, Romano Gargarella.
Nel corso dei mesi di indagine, sono state recuperate numerose dosi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, per un peso complessivo di 45 grammi, tutte destinate al mercato del capoluogo. Numerose le persone segnalate alla locale Prefettura in qualità di assuntori di stupefacenti.
Gli arrestati, Alesio Lici, classe 89, e Daniela Lici, classe 90, entrambi di origine albanese, domiciliati nel territorio aquilano da diverso tempo, sono ritenuti responsabili di numerose cessioni di cocaina, avvenute nella maggior parte dei casi in orario serale. Nel corso delle attività di è dimostrato che i due arrestati, al fine di eludere le attività di indagine, hanno concordato la cessione dello stupefacente per mezzo di contatti telefonici, individuando ogni volta un luogo diverso ove sarebbe avvenuta la cessione a favore di giovani del luogo.
Stesso capo di imputazione è stato contestato a Elisabeth Di Cesare, classe 86, cittadina aquilana, ritenuta responsabile di cessione di sostanza stupefacente del tipo cocaina a favore di diversi giovani.
Al termine delle formalità di rito, tutti gli arrestati sono stati ristretti, in regime di arresti domiciliari, presso le rispettive abitazioni, ove rimarranno in attesa delle decisioni della competente Autorità Giudiziaria.




