L’AQUILA – Nuove scoperte archeologiche ci sono state a Porta Barete, nei secoli scorsi uno degli ingressi principali della città dell’Aquila, il cui recupero sta provocando da tempo roventi polemiche.
Durante i lavori di realizzazione della nuova viabilità nella zona Ovest è venuto alla luce un reperto che secondo quanto si è appreso potrebbe essere un nuovo tratto di cinta muraria, del tutto differente rispetto a quello emerso dagli scavi di venerdì scorso.
Stando agli esperti della Soprintendenza prontamente intervenuti, la scoperta rappresenterebbe una porzione dell’antica struttura che in passato aveva la funzione di collegamento tra attuale zona della stazione e centro cittadino.
“Stamattina, come responsabile della viabilità, ho ritenuto necessario allestire i saggi necessari a comprendere meglio l’attuale situazione degli scavi e dei relativi reperti – spiega l’assessore comunale alle Opere pubbliche Alfredo Moroni – Dai controlli, che si sono concentrati soprattutto nella direzione delle stesse mura perimetrali, è subito emersa la nuova scoperta. A quel punto ho chiesto che si interrompessero i lavori e che, quindi, gli uffici comunali si mettessero subito in contatto con la Soprintendenza archeologica”.
Si potrebbe a questo punto aprire una nuovo filone di valutazione rispetto alla gestione del restauro tra Comune e Sovrintendenza anche relativamente alla questione concernente il recupero della palazzina di via Roma 207 e alla conseguenza dislocazione.
“Come assessore non possiedo le competenze adatte a una valutazione precisa dei ritrovamenti relativi agli scavi – conclude Moroni – Quindi, per le valutazioni future bisognerà rimettersi totalmente alle perizie della Soprintendenza”.



