L’AQUILA – “I soldi per canoni e bollette possono essere presi dai fondi privati per la ricostruzione”.

Dopo le polemiche innescate dalla decisione del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, di decurtare i soldi delle bollette degli inquilini morosi di progetti C.a.s.e e Map dai contributi per la ricostruzione delle abitazioni private, l’avvocato del Comune dell’Aquila Domenico De Nardis chiarisce ad AbruzzoWeb che l’amministrazione potrà andare avanti con il suo proposito perché “non è presente tra le norme esistenti un vincolo di impignorabilità dei contributi post-sisma”.

“I crediti per canoni e bollette – aggiunge il legale – sono infatti strettamente pertinenti alle operazioni di assistenza e soccorso alle quali tutti i contributi post-sisma sono finalizzati, quindi anche quelli per canoni e bollette”.

Una tesi che, ovviamente, andrà verificata al momento della prima applicazione pratica, se mai ci sarà, quando i cittadini pignorati nomineranno propri legali che attaccheranno sul piano giudiziario e tecnico l’assunto di De Nardis.

In risposta alla senatrice Enza Blundo che, nei giorni scorsi, ha definito “inaccettabile” il pignoramente dei soldi destinati alla ricostruzione privata, l’avvocato sottolinea che “l’articolo 20 del disegno di legge per la ricostruzione dell’Aquila, la cui prima firmataria è la senatrice Stefania Pezzopane, prevede una forma di impignorabilità, ma come annesso al dpr (decreto del presidente della Repubblica, ndr) sulla riscossione delle imposte dirette: quindi, se il testo venisse approvato dal Parlamento, il vincolo che si pone è in relazione alla riscossione dei crediti erariali per imposte e non attiene di certo al pagamento di canoni e consumi”.

Sempre in relazione all’articolo 20 del ddl Pezzopane, De Nardis aggiunge che “il riferimento non è al tipo di credito, ma al tipo di procedura per la riscossione delle imposte dirette, cioè quella prevista dal dpr 602 del 1973. Noi siamo fuori dal contesto perché parliamo di recupero  di canoni e bollette”.

Il Comune, insomma, tira dritto per la sua strada e “recupererà i crediti in ogni modo possibile – come ha affermato l’altro ieri Cialente durante una conferenza stampa – Recupereremo queste cifre anche dai contributi per i traslochi del post-sisma”, molti dei quali, per altro, non ancora pagati agli aventi diritto.

Una norma dello stesso genere, sottolinea ancora l’avvocato De Nardis “è storicamente presente nel testo unico per la ricostruzione dell’Irpinia che è un buon punto di riferimento e che dà poca soddisfazione a chi dice che questi denari non possono essere destinati a pagare questo tipo di debiti contratti nei confronti dell’amministrazione comunale”.

“Il testo unico della ricostruzione dell’Irpinia, che non si applica all’Aquila, prevede che non possano essere eseguiti pignoramenti se non in relazione a interventi finalizzati e contemplati dal testo unico che sono sempre interventi legati alla ricostruzione, all’assistenza e alle opere pubbliche pertinenti”.