L’AQUILA – “Faccio ridere con la mia quotidianità, portando in scena la mia vita con i miei difetti e il mio vissuto, la famiglia, la mia infanzia, i miei nonni, la mia bambina nata da poco, i miei matrimoni”.

Una romanità verace che fa ridere, quella portata all’Aquila da Maurizio Battista, attore comico, uno dei più noti cabarettisti del panorama italiano, in scena di recente nel capoluogo d’Abruzzo per la stagione del Teatro Stabile, all’auditorium della Guardia di finanza.

Una sala gremita, un vero e proprio sold out, tanto che da più parti era arrivata la richiesta di una seconda data di un tour che ha visto il comico intrattenere il suo pubblico con battute semplici, mai volgari, prese dalla vita di tutti i giorni.

“L’Aquila me la ricordo bene – commenta Battisti ad AbruzzoWeb​ – ci sono stato sempre per il teatro prima del terremoto del 2009. Davvero una bella città che ha il suo potenziale e che può dare ancora molto, soprattutto se chi ci governa decidesse una volta per tutte di fare il bene del Paese e non de ‘magnasse’ tutto”.

“Abbiamo bisogno di una politica nuova, da romano ho sperato che il sindaco della capitale Virginia Raggi potesse fare qualcosa, ma qua passa il tempo e di grosso non è stato fatto nulla”.

“Il paragone tra Roma e L’Aquila ovviamente non esiste – precisa – la mia città ha davvero tanti tantissimi problemi arricchiti dalla disonestà di chi ha in mano il potere”.

Ma qual è il  segreto del successo di un comico partito dalla borgata e finito a lavorare tra teatro cinema e tv?

“La semplicità – risponde Battista – io sono così come mi vedete, mi piace stare tra la gente e riportare quello che sento dalla gente”.

Tipico nel suo spettacolo è lo sketch con gli annunci bizzarri presi dai giornali, come “cercasi barca a vela in regalo… Aspetta, stai tranquillo, mo’ te la portiamo! Non c’è nulla di inventato, compero tanti quotidiani, visito i siti di annunci. Da lì prendo ciò che può far ridere e lo porto in scena”.

Quindi Battista è a caccia di verità?

“Ci provo, andiamo a vedere com’è e in alcuni casi è terribile, prendiamo per esempio questa città e quanto si è speculato anche sui morti del terremoto. Insomma mi piace mettere insieme le cose divertenti, con quelle serie e quelle commoventi, sarà che me sto a fa vecchio…”

Cosa le trasmette invece il pubblico?

“Affetto, energia, simpatia. Io ‘sto mestiere lo faccio con gioia, senno facevo qualcos’altro no?”

E tanto gli piace il suo pubblico che come da tradizione, a fine spettacolo, un veloce cambio di maglietta e ancora venti minuti insieme al suo pubblico, per una battuta, uno scherzo.

E gli immancabili selfie.