L’AQUILA – Hanno riconosciuto almeno la metà degli indagati le due ragazzine costrette dai genitori ad avere rapporti sessuali con adulti.
Genitori che ora sono indagati per il reato di sfruttamento della prostituzione.
Le sorelline di Pizzoli, popoloso comune dell’Aquilano, hanno partecipato all’incidente probatorio prima dell’invio delle carte alla procura della Repubblica da parte del giudice per le indagini preliminari Marco Billi.
Per evitare un contatto diretto tra vittime e clienti sono state mostrate alcune fotografie alle due minorenni: almeno sei o sette persone sono state identificate, stando quanto riferisce il quotidiano Il Centro, ma solo con alcuni di questi le giovani avrebbero consumato rapporti a pagamento, mentre con gli altri avrebbero intrattenuto solo frequentazioni amichevoli occasionali senza alcuna implicazione di tipo sessuale.
Saranno comunque vagliati gli appunti presi dalle minorenni sugli incontri, scritti in italiano e romeno, il cui contenuto dovrà essere verificato, così come dovranno essere valutate le decine di intercettazioni ambientali e telefoniche, tra cui quella in cui la sorellina domanda alla maggiore quanti soldi chiedere a un cliente dopo il rapporto sessuale.
Oltre ai genitori delle ragazzine sono coinvolte 15 persone, indagate dopo l’indagine condotta dai carabinieri dell’Aquila e di Pizzoli e sarà ora il pm a decidere se stralciare la posizione di alcune di queste e o notificare a tutti l’avviso di chiusura delle indagini.






