L’AQUILA – Il Gip del Tribunale dell’Aquila ha disposto il sequestro preventivo di tre ville, in corso di realizzazione a Picenze, frazione di Barisciano (L’Aquila), di proprietà della famiglia Taddei, per presunte irregolarità urbanistiche.
La famiglia Taddei è proprietaria del Gruppo Edimo, azienda industriale di livello nazionale che ha avuto commesse nell’ambito del terremoto, tra cui il progetto C.a.s.e..
Le indagini sono partite in seguito a un esposto. Oltre all’istanza di sequestro preventivo, la Procura ha emesso sei avvisi di garanzia: ai tre proprietari, Danilo, Antonello e Valerio Taddei, figli di Carlo, patron del gruppo Edimo, al sindaco di Barisciano, Francesco Di Paolo, al tecnico comunale e al progettista, accusati a vario titolo di omissione e abuso.
In una nota, Carlo Taddei sottolinea di “essere stupito dell’accaduto, dal momento che si è proceduto alla realizzazione delle costruzioni rispettando la normativa in materia”.
“Abbiamo agito – aggiunge – con la massima correttezza e abbiamo fiducia nell’operato della magistratura. La vicenda si chiarirà presto”.
LA REPLICA DEL GRUPPO EDIMO
L’AQUILA – Questa la nota diffusa dal gruppo Edimo sulla vicenda del sequestro delle tre ville.
Il Gip del Tribunale dell’Aquila ha disposto il sequestro preventivo di tre strutture, in corso di realizzazione nel comune di Barisciano, di proprietà della famiglia Taddei per presunte irregolarità urbanistiche.
Carlo Taddei, patron del gruppo Edimo, chiarisce che l’attività edificatoria è di carattere assolutamente privato, riferendosi ai suoi tre figli, Danilo, Valerio e Antonello e, di conseguenza, non coinvolge assolutamente questioni legate a iniziative dell’azienda che, quindi, è estranea alla vicenda.
Nello specifico, Taddei sottolinea di “essere stupito dell’accaduto dal momento che si è proceduto alla realizzazione delle costruzioni rispettando la normativa in materia”.
“La famiglia Taddei ha agito con la massima correttezza, tuttavia ha fiducia nell’operato della magistratura – continua Carlo Taddei – È fiduciosa che la vicenda si chiarirà presto, ma non posso permettere in nessun modo che un fatto familiare incida negativamente sull’attività di un’azienda, il gruppo Edimo, impegnato su più fronti, a livello nazionale e internazionale, per mantenere gli attuali livelli occupazionali che, allo stato, sono di circa 600 dipendenti”.
“I miei figli, Danilo, Valerio ed Antonello, nel mese di settembre 2009 – spiega ancora Carlo Taddei – hanno ottenuto il nulla osta alla realizzazione delle abitazioni a uso privato e hanno quasi ultimato i lavori realizzando i manufatti in conformità con il progetto che ha ricevuto il nulla osta del comune di Barisciano”.
“A distanza di un anno – aggiunge – subiamo il sequestro preventivo dell’immobile. Sottolineo ancora che restiamo stupiti del provvedimento. Durante i lavori, iniziati a seguito del rilascio del nulla osta, sono stati rispettati tutti gli adempimenti previsti dalla norme, tanto è vero che nel giro di un anno, sono stati effettuati nel cantiere controlli da parte di Enti preposti alla vigilanza, quali per esempio Inail, Ispettorato del Lavoro, rappresentanze sindacali, oltre al rispetto assoluto delle norme vigenti in materia di sicurezza sul lavoro”.
Il patron del gruppo Edimo evidenzia anche il fatto che sono state regolarmente chieste e ottenute utenze, in particolare relative all’energia elettrica, all’acqua potabile, all’allaccio alla rete fognaria e alla rete telefonica.





