L’AQUILA – Il Tar dell’Aquila ha accolto i ricorsi di 20 assegnatari di Moduli abitativi provvisori (Map), realizzati nel post-sisma 2009 a L’Aquila e cratere, e ha stabilito che  non dovranno pagare il canone di compartecipazione, che si aggiunge all’affitto, a copertura delle spese di gestione e manutenzione ordinaria delle parti comuni e di gestione amministrativa e contabile degli immobili, per una quota di 0.60 al metro quadrato.

A riferirlo il quotidiano Il Messaggero. I giudici amministrativi hanno dato ragione alla tesi  dell’avvocato Fausto Corti, del Foro dell’Aquila e che ha assistito i ricorrenti, contro la delibera comunale del 2015, varata dunque nell’amministrazione del centrosinistra di Massimo Cialente e che “pur formalmente riferendosi a interventi di manutenzione ordinaria”, non dà indicazioni “sul calcolo delle relative spese”,  e “comprende nel canone concessorio anche spese per la manutenzione straordinaria”.

Tra queste spese straordinarie non dovute, si cita nella sentenza, i pannelli fotovoltaici “installati nel  solo Progetto Case”, e non nei villaggi Map, e la coibentazione dei tetti.

Il Tar stabilisce nella sentenza dunque che “il Comune non può pretendere dai condomini un importo, concernente gli oneri di manutenzione, stimato solo in astratto e dunque stabilito a priori, disattendendo in tal senso non solo precisi criteri normativi di liquidazione, ma, addirittura, chiedendo ai conduttori, ingiustamente e illegittimamente, di contribuire alle spese manutentive di elementi strutturali di cui non godono”.