L’AQUILA – Cgil, Uil, perfino la Casa del volontariato a rischio di abbattimento.
Sono state tirate su per reagire alla distruzione del terremoto e far ripartire servizi e attività ma ora potrebbero essere demolite queste importanti sedi di istituzioni ricollocate nei mesi scorsi all’interno del nucleo industriale di Pile, alla periferia Ovest dell’Aquila.
Il rischio di smantellamento nasce dal fatto che le sedi sono state realizzate con lo stesso identico iter procedurale con cui ha operato un altro soggetto, raggiunto il 3 marzo scorso da un’ordinanza di sospensione dei lavori.
Per l’ispettorato urbanistico del Comune, infatti, quella struttura è stata realizzata senza le autorizzazioni giuste, è irregolare e, se passerà la linea dura, anche le altre potrebbero essere bersagliate da ordinanze, in quei casi, visto che i lavori sono conclusi, di demolizione.
Per analogia, insomma, a fronte di procedure di autorizzazione uguali, se l’amministrazione ritiene illegittimo l’avvio di lavori di costruzione in un caso, figurarsi cosa penserà negli altri di edifici già costruiti!
È una nuova sfaccettatura dell’enorme problema complessivo dei manufatti temporanei che già vede un aspetto importante nelle oltre 2 mila realizzazioni edilizie nel Comune dell’Aquila, 4 mila secondo una stima in tutto il “cratere”, che, dal prossimo maggio, diventeranno abusive vista la scadenza dell’autorizzazione triennale straordinaria concessa dall’amministrazione.
Nel caso delle realizzazioni all’area industriale di Pile ci sono fondi pubblici e contributi vari per svariati milioni di euro. Le strutture a rischio sono state realizzate con una procedura straordinaria adottata dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, dopo il placet dell’allora commissario delegato per l’emergenza sisma, Guido Bertolaso, e l’avallo dell’ex prefetto del capoluogo, oggi capo della Protezione civile, Franco Gabrielli.
Una procedura che è simile anche a quella utilizzata per la realizzazione degli alloggi antisismici temporanei del progetto C.a.s.e. e dei Map e per i Musp: a essere severi al massimo, insomma, il Comune potrebbe trovare da ridire anche su case e scuole provvisorie.
Un Comune che smentisce una parte di sé. Se da un lato il primo cittadino ha predisposto le autorizzazioni per cominciare i lavori, approvate anche dal settore Edilizia, dall’altro, infatti, l’ispettorato urbanistico non ne riconosce la validità ed emette ordinanze di sospensione dei lavori, in un caso, o di demolizione, come potrebbe avvenire per gli edifici che già esistono, ritenuti abusivi.
Come se non bastasse, l’ispettorato era stato anche informato dal Consorzio per lo sviluppo industriale dell’Aquila, attraverso una nota a fine febbraio del commissario, Lorenzo Di Marzio, della correttezza degli iter procedurali in deroga, concessa dal sindaco dopo aver ricevuto l’ok di Bertolaso a ottobre del 2009.
Consorzio che ha ricevuto anche le competenze su assegnazione delle aree, acquisizione dei terreni, approvazione dei progetti, convenzionamento con i soggetti assegnatari e la corresponsione degli oneri previsti a carico degli assegnatari, sostituendosi di fatto al Comune.
Non è bastato. L’ufficio ha tirato dritto e ora, assieme al privato che non può cominciare i lavori ci sono altri enti privati e attività che rischiano di vedere vanificati gli sforzi già fatti.
CIALENTE E RIGA: ”CI INFORMEREMO”
Contattati da AbruzzoWeb, sia il sindaco Massimo Cialente che l’assessore all’Urbanistica Roberto Riga hanno confermato di non essere a conoscenza di questa impasse e del rischio.
“Ci informeremo”, hanno detto entrambi.



