L’AQUILA – La terrorista italiana componente dell’organizzazione armata di sinistra Nuove Brigate Rosse-Nuclei Comunisti Combattenti, Nadia Desdemona Lioce, non è più l’unica donna ospitata nel carcere di massima sicurezza “Le Costarelle” di Preturo (L’Aquila).

Oltre alla terrorista rossa, reclusa con il regime del 41 bis, da lunedì è stato inflitto il carcere duro anche a Concetta Zarrillo, moglie del superboss Salvatore Belforte, capo, insieme al fratello Domenico, dell’omonimo clan a Marcianise (Caserta).

La Zarrillo arriva nel carcere di massima sicurezza del capoluogo abruzzese dalla casa circondariale di Messina. La donna per gli investigatori lo scorso anno è stata accusata di associazione camorristica, insieme ad altri nomi pesanti dell’”élite”.

Precedentemente alle accuse rivolte lo scorso anno alla Zarrillo, la moglie del boss era stata assolta in altri processi.

Uno di questi processi fu quello sulla presunta corruzione dei sanitari del carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), i quali avevano rilasciato dei certificati medici con i quali si attestavano le precarie condizioni di salute di Salvatore Belforte, suo marito.

Con l’arrivo della Zarrillo, probabilmente il carcere dell’Aquila sta cambiando tendenza: infatti la Lioce era l’unica donna ospitata in un carcere di massima sicurezza riservato ai soli uomini. (red)