L’AQUILA – Clamoroso scippo in vista ai danni dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila: il reparto di Oculistica del capoluogo, una colonna storica della sanità abruzzese, diventerà una unità semplice, senza posti letto e con meno finanziamenti, l’unico degradato tra i sei reparti di Oculistica d’Abruzzo.

Gli altri nei tre negli ospedali dei capoluoghi di Provincia e in più quelli di Avezzano (L’Aquila) e Lanciano (Chieti), infatti, resteranno classificati come unità complesse: insomma, in questo assurdo scenario l’unico a rimetterci sarà il capoluogo di regione.

È una tra le tante, amare sorprese che si leggono ‘navigando’ nella bozza di atto aziendale della Asl numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, il piano riorganizzativo stilato dal direttore generale Giancarlo Silveri: un documento luci (poche) e ombre (tante) che sta suscitando polemiche su polemiche innescate anche dalle contraddizioni portate alla luce a più riprese da AbruzzoWeb.

Dalla rivolta dei primari i cui reparti, proprio come l’Oculistica aquilana, saranno falciati, fino alle prese di posizione a vari livelli della frammentatissima Università aquilana, che vede a rischio la sopravvivenza di molte sue unità, per non dire delle intromissioni della politica che, in queste vicende burrascose, trova pane per i suoi denti.

A confermare la sorprendente (in negativo) notizia a questo giornale è il primario dell’unità aquilana, il professor Marco Ciancaglini, che si dice “stupito per una decisione che mi desta molta preoccupazione, non era mai stata neanche ventilata un’ipotesi del genere” e a questo giornale svela di essersi già lamentato con il manager, auspicando un ripensamento.

Degradare il reparto, spiega Ciancaglini, “significa rendere l’attività più difficoltosa, ridurre il personale finendo sottodimensionato e i finanziamenti, tagliare i posti letto”.

Il prof sottolinea che “abbiamo un’attività formativa molto importante, sulla nostra struttura insistono un corso di specializzazione in Oculistica e un corso di laurea in Ortottica, inoltre all’interno del nostro reparto abbiamo una struttura semplice che verrebbe di fatto abolita, quella di Chirurgia vitreo retinica”.

E poi l’Oculistica aquilana è una chicca extraregionale, attira pazienti (e quattrini) da fuori Abruzzo: “Abbiamo il 20% di mobilità extra regionale, un’eccellenza del San Salvatore”, rivendica il primario. Numeri che, però, vista la falciata sembrano del tutto inutili.

Ciancaglini non vede con particolare acrimonia il “duello” con il vicino reparto di Avezzano. “Ci sta che loro siano un’unità complessa, hanno i numeri in linea con il piano sanitario – premette – Quello che proprio non va è invece che venga ridotta l’attività del nostro reparto, mi chiedo perché?”.

Dalle parole del primario si capisce come il caso dell’Oculistica sia destinato ad avere una rilevanza superiore alla media, perché si tratta di uno dei fiori all’occhiello del San Salvatore, un reparto di eccellenza nato dai tempi del “padre fondatore”, il professor Emilio Balestrazzi, e che ancora oggi continua a garantire uno standard qualitativo altissimo, capace di produrre mobilità attiva: pazienti che da fuori regione scelgono L’Aquila, a tutto vantaggio della Asl che riceve fondi.

Ancora, non va dimenticata la presenza nel capoluogo della Banca degli Occhi, diretta dal professor Germano Genitti, dal 2002 centro di riferimento regionale per le donazioni e i trapianti di cornea e per le membrane amniotiche, non solo per l’Abruzzo ma anche per il Molise.

Un’altra struttura di altissimo livello che ha processato 2 mila tessuti in dieci anni ed effettua 50 espianti di cornea all’anno, permettendo all’ospedale “San Salvatore” di svolgere i trapianti senza che sia necessario il trasferimento.

Anche Avezzano ha un asso nella manica, il primario Walter Di Bastiano, non solo medico ma anche consigliere regionale del Popolo della libertà e in predicato di essere promosso ad assessore qualora fosse finalmente varato l’atteso rimpasto della Giunta di Gianni Chiodi.

Proprio sul governatore, che è anche commissario per la sanità, Di Bastiano ha un certo ascendente: basti pensare alla lettera di stimolo sul programma di fine consiliatura inviata a fine 2012 dal consigliere-primario al presidente-commissario, che l’ha presa in attenta considerazione.

Non per questo si è autorizzati a pensare in via diretta al ‘complotto’ di ordine politico, o a ipotizzare che la conferma del reparto marsicano a discapito di quello aquilano vada considerata come un contentino.

Certo è che in uno scenario così delicato L’Aquila sconta una volta di più la sua mancanza di peso politico e l’assenza di una rappresentatività che possa difendere gli interessi della città e del suo ospedale.

“Ho avuto un colloquio informale con il manager e gli ho fatto presente la mia sorpresa, non me l’aspettavo proprio – conclude Ciancaglini – Attendo anche la risposta dell’Università, è previsto un confronto: speriamo ci sia un ripensamento”.